Asia cambogia

Battambang: la Cambogia dove il nulla ti conquista

lunedì, maggio 18, 2015Manuela Vitulli


Ho deciso di iniziare a parlarvi della Cambogia con un post su Battambang. 
Una città piccola, un nome che la maggior parte di voi non avrà mai sentito nominare.
Eppure io voglio partire da qui. Perché a Battambang non c'è nulla, ma io ho trovato qualcosa: l'autentica semplicità.

Una semplicità che non ho trovato né a Siem Reap - che, chiaramente, è la meta più blasonata dell'intero Paese - né a Phnom Penh, la capitale, dove tra le raccomandazioni di fare attenzione allo zaino e le moto che sfrecciano, beh, l'ultima cosa che si può trovare è la tranquillità.
A Battambang ho trovato una dimensione più intima fatta di ristorantini locali per gente del posto ma pronti ad accogliere i pochi turisti, ho trovato voglia di comunicare nonostante le barriere linguistiche, ho trovato quello che cerco sempre in viaggio: piccoli angoli di mondo capaci di sorprendermi.

Eppure confesso che il primo impatto mi ha spiazzato.
Non so cosa mi aspettavo da questo posto appena arrivata. Probabilmente credevo di essere arrivata in una piccola metropoli, tanto da vagare alla ricerca di una via principale con una sfilza di negozi e locali.
Macché.

Il bello del sud-est asiatico è che quando non ci sono questi gran divertimenti, puoi sempre infilarti in un mercato e perderti tra i suoi colori. Anche a Battambang.
Il mercato principale, di fronte al fiume, è un labirinto di bancarelle, tavolini e banconi.
Un mercato vivo, un'orgia di colori e di odori intensi, un insieme di prodotti di ogni tipo.
Frutta, verdura, carne, lumache, insetti, fritture varie, abbigliamento e accessori.
Solo qui, a Battambang, ho trovato un'area dedicata alla sartoria con tanto di macchine da cucire Singer, come quella che usava mia nonna e che ancora custodiamo come una reliquia.





L'unica vera attrazione turistica di Battambang è il bamboo train, un treno che in passato era utilizzato come mezzo di trasporto per spostarsi da un villaggio all'altro.
Oggi non ci si sposta più con questo treno, ma in compenso con 5 dollari i turisti possono divertirsi sfrecciando nel verde a bordo di questo simpatico mezzo di bambù.
Lo so, non sarà il mezzo più sicuro, ma è una gran figata!
La cosa più assurda accade quando si incontra un altro "vagone" che si muove nella direzione opposta alla nostra.
E allora che si fa?
Uno dei due vagoncini di bambù nel giro di pochi secondi viene letteralmente smontato (dopo aver fatto scendere i passeggeri) per far passare l'altro. Incredibile!

L'unica sosta del bamboo train è un piccolo villaggio con qualche bancarella e tanti bambini che, appena vedono i turisti, sfoderano i loro braccialetti da vendere.
Ho un debole per le bambine e quando posso, anche in questi casi, cerco sempre di scambiare qualche parola. Ho scoperto con immensa gioia che qui le bimbe parlano inglese e al mattino vanno a scuola, mentre il pomeriggio rientrano al villaggio e si dedicano al "commercio" di braccialetti fatti a mano.
E quando abbiamo lasciato qualche riel ad ognuna di loro (qualche centesimo di euro) senza chiedere nulla in cambio, hanno talmente insistito per farci prendere comunque un braccialetto a testa che non ci hanno permesso di andare via a mani vuote.
Così, ogni volta che osservo i miei braccialetti al polso ripenso a quelle bimbe.





Per poter apprezzare davvero Battambang bisogna uscire dal centro cittadino.
Noi abbiamo concordato il prezzo per un'escursione giornaliera in tuk tuk affidandoci a un signore (dal nome impronunciabile che non riesco a ricordare) di 40 anni che ci ha fatto subito una bella impressione.
Forse non parlerei in questo modo di Battambang se non ci fosse stato lui ad accompagnarci alla scoperta dei dintorni della città.
E ora vi spiego perché.


L'escursione è iniziata tra le strade sterrate di campagna e le donne alle prese con la preparazione di rice paper, ovvero dei fogli di riso che vengono utilizzati per avvolgere gli involtini.





Siamo poi arrivati al Wat Ek Phnom, il tempio col grande Buddha bianco, e al Fishing Village, il villaggio dei pescatori in cui è possibile farsi un'idea di come avviene qui la preparazione del pesce.
Inutile dirvi che si tratta di un procedimento lontano anni luce da quello utilizzato dalle nostre parti.
Qui il pesce viene lasciato essiccare al sole per ore.





Il momento più intenso della giornata è stato quello davanti al Phnom Sampeuv, o Killing Field.
Un posto che trasuda dolore, sofferenza, rievoca terribili ricordi del passato.
Meno di 40 anni fa i khmer rossi hanno trasformato questo luogo in un campo di morte dove ben 10000 persone sono state torturate e poi uccise semplicemente per il desiderio utopico di creare una nuova società.
Come tutti i rivoluzionari, Pol Pot - leader dei khmer rossi - aveva capito che non si può creare una società nuova senza prima formare uomini nuovi e che, per creare uomini nuovi, bisogna eliminare anzitutto gli uomini vecchi.
Occorre eliminare la vecchia cultura, occorre cancellare la memoria collettiva del passato. Da qui il grandioso piano dei khmer rossi di spazzare via il passato con tutti i suoi simboli e le catene di trasmissione dei suoi valori quali la religione, gli intellettuali, le biblioteche, la storia in modo da ricominciare sul serio. Come pagine bianche.

Basta visitare "The Killing Cave", la grotta in cui i corpi delle tantissime vittime venivano spietatamente lanciati, per farsi un'idea, per realizzare con i propri occhi.
Oggi qui vi è ancora un numero indefinito di piccole ossa e crani che testimoniano la raccapricciante brutalità che ha subito il popolo cambogiano.

So bene che le mie parole significano poco, ma fidatevi che quando un uomo cambogiano vi racconta di essersi ritrovato completamente solo per il folle desiderio rivoluzionario dei khmer rossi, che un giorno è tornato a casa e non ha trovato più nessun componente della sua famiglia, che non sa dove sono stati portati i suoi genitori prima di essere uccisi, che ha provato più volte a suicidarsi per la disperazione, che ancora soffre ma per fortuna ha accanto una donna più matura di lui a proteggerlo, beh, tutto questo vi farà accapponare la pelle, vi farà rabbrividire, vi farà inevitabilmente commuovere.
Vi farà piangere in silenzio.
Un uomo che apre il suo cuore e si trasforma in un cucciolo indifeso.


Non sarà un caso se proprio accanto a questo posto del dolore vi è una scuola.
E all'improvviso, proprio quando l'aria si fa troppo pesante e impregnata di tristezza, spuntano loro, i bambini, pronti a scacciare le lacrime e a far risorgere il sorriso con il loro coro di "Hellooooo!"
E' incredibile il potere dei bambini.
Ci fanno dimenticare del passato, ci ricordano che c'è un futuro da costruire e da rendere più luminoso che mai.
Senza mai dimenticare.


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41 commenti

  1. Bello io dico sempre che bisogna andare dove è il meno conosciuto per scoprire le cose più belle del luogo. Grazie cara la foto del trenino non l'ho vista :-((
    Un abbraccio e buona giornata.
    PS. Nont i scusare mai se non sei passata io so che ci sei. smackk

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    1. non si vede? :( uh!
      Grazie ad ogni modo Edvige!

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  2. Che post! :)
    bello tesoro.. ammetto di non aver mai sentito parlare di Battambang, ma scoprire posti nuovi attraverso i tuoi occhi è sempre un piacere :*

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  3. Sai Manu che la Cambogia è il mio travel dream n°1? E con questo racconto non fai che distaccarlo sempre di più dal secondo posto?
    Sogno da tantissimo un viaggio del genere, dove passare dal caos della città al mormorio quotidiano di un villaggio che possa raccontarti piccole storie profonde.
    Non ho mai provato questa sensazione, ma capisco perchè il primo post pubblicato è questo.
    Aspetto i prossimi.
    Un abbraccio.

    Ali

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    1. ora sono curiosa.. cosa c'è al secondo posto? *.*
      Comunque la Cambogia tocca le corde dell'anima, profondamente. Abbraccio a te Ali!

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  4. Battambang, che bei ricordi che mi hai riportato alla mente...e io il bamboo train nemmeno l'ho visto.

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    1. diciamo che non è la vera bellezza di Battambang, ma io l'ho trovato divertente, sicuramente uno dei momenti più spensierati :D

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  5. Manuela, hai saputo raccontare una vicenda che se non unica, l'utopia di creare una umanità migliore facendo tabula rasa di tutto, con precisione e senza sentimentalismi. Brava, davvero. Tutte le foto sono belle ma l'ultima è strepitosa!

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    1. grazie Amina. So bene che non sei una dai facili complimenti, quindi puoi capire che questo mi lusinga ancora di più.
      Non è stato facile perlarne e raccogliere tutte le emozioni, incluse quelle di chi ho incontrato lungo il mio cammino.
      Grazie davvero! :)

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  6. Eccoti <3
    Siamo al primo post e già mi sono commossa... è bello anche viaggiare attraverso le parole degli altri

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  7. Magnifico post, complimenti.mai stata in Cambogia ma ho viaggiato attraverso la tue parole. Bellissimo.

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  8. "E' incredibile il potere dei bambini.
    Ci fanno dimenticare del passato, ci ricordano che c'è un futuro da costruire e da rendere più luminoso che mai."
    Quanto mi mancavi... mi mancava perdermi tra le tue emozioni. E questo post è emozione pura.
    Non vedo l'ora di leggerti ancora! <3

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    1. grazie tesoro! Io aspetto altri frammenti del tuo Giappone, lo sai! :D

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  9. A me un sacco di persone mi domandavano "Cosa vai a fare a Battambang?" Eppure secondo me una tappa qui non può mancare (non tanto per il bambolo train ma per la Phnom Sampeauv si, è un posto che io adoro) :)

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    1. Phnom Sampeauv vale il viaggio. Per me è stata più toccante la tappa a Battambang di quella a Phnom Penh. Lo so, sarò una tra 1000, ma è stato così :)

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  10. I bambini in Asia hanno qualcosa di magico. Interessante sapere che il bamboo train ti sia piaciuto, abbiamo sentito varie persone che non l'hanno trovato un gran che...

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    1. diciamo che il bamboo train non è proprio la cosa più spettacolare da fare in Cambogia, però ha il suo fascino ed è divertente! Io la consiglio a tutti quelli che passano da Battambang :)
      E i bambini sì, sono speciali!

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  11. mi viene solo una parola... anzi due... CHE SPETTACOLO!!!

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  12. Mi rendo conto che comincio sempre i miei commenti ai tuoi post con "che bel post Manu!" Ma che ci posso fare? Leggere queste parole mi ha fatta emozionare davvero, sembrava di essere li!
    Ps: tra un po' poi ti scrivo e ti chiedo 100 consigli, sappilo!! ;)

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    1. grazie mille Elisa, i complimenti sinceri non sono mai banali ma sono sempre ben accetti :)
      Scrivimi pure.. non vedo l'ora!

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  13. Manuela, è un racconto bellissimo, fatto di storie ed emozioni, purtroppo non sempre piacevoli. Ma questa è la realtà e la storia ce lo insegna. Per fortuna ci sono i bambini che ci fanno sperare in un futuro migliore! ^__^

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  14. Non so neanche da che parte cominciare .. Mi hai fatto vivere Battambang, questo posto di cui si, ammetto, non avevo mai sentito nominare, eppure adesso mi sento cosi' vicina a questi posti, e a questa gente!

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    1. sono certa che la tua sensibilità saprebbe cogliere ogni sfumatura di questa gente, di questa terra :)

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  15. Battambang. Mi segnerò questo nome. Mi piace visitare posti meno turisticizzati, e ho adorato questo tuo racconto!

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  16. E' bello viaggiare attraverso i tuoi occhi.
    Grazie!
    Eleonora

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  17. E' incredibile come, leggendo i tuoi articoli, si viene trasportati in un luogo distante mille mila chilometri. Per 10 minuti mi è sembrato di essere li con te, con i dolci bambini cambogiani, tra le vie di Battambang. Quando mi sono innamorata della Thailandia mi sono sempre detta che avrei fatto un viaggio unendo Thailandia e Cambogia e, con queste parole, non fai altro che convincermi sempre di più. Attendo con ansia altri articoli ed emozioni! Grazie.. Grazie perché scrivi e riesci ad emozionare. Un abbraccio Manu :*

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    1. ed è un'ottima idea, lo sai :)
      Grazie a te per passare di qui... apprezzo tantissimo :)
      Abbraccio forte!

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  18. una foto più incantevole dell'altra!!

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  19. In questi giorni sto rileggendo un libro di Terzani e sono immersa in quest'Asia. L'Asia dal passato pieno di dolore, delle dittatura e dei crimini. L'Asia capace di rialzarsi, silenziosamente e con piccoli gesti, come quello di costruire una scuola proprio lì, dove nessuno l'avrebbe mai fatto.

    Aspettavo la tua Cambogia, Tesoro.

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    1. che libro stai leggendo tesoro? Voglio rileggere anche io Terzani, adesso più che mai :)
      Grazie tesoro mio <3 Io aspettavo te, silenziosamente. E puntualmente tu sei arrivata. Sei preziosa!

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  20. Manu ma quanto sono rimasta indietro con i commenti!?!?
    In parte é una cosa volontaria cioè evito di leggere i post sui posti di cui devo ancora scrivere per paura di contaminazioni spontanee eheh ma con Battambang vado sul sicuro.
    Mi è dispiaciuto infinitamente non poterla includere nel mio viaggio ma mi sono ripromessa di andarci la prossima volta.
    Purtroppo vedere luoghi come i Killing fields dal vivo é straziante, ti fa sentire piccolo e insulso in una società che sa essere così crudele...
    E poi ci sono loro.. I bimbi.. Che in Cambogia sembrano ancora più dolci e gioiosi che in altre parti del mondo.
    Sempre bello leggerti <3

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  21. Belle foto ma, se posso permettermi, la bat cave meritava di essere vista!! Uno spettacolo della natura.

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  22. ELENA SOLINAS8 aprile 2016 14:08

    PREZIOSISSIMA MANUELA, HAI SCRITTO UN EMOZIONANTE POEMETTO SU BATTAMBANG; IO DESIDERAVO ANDARCI, SAPEVO SOLO CHE C'E' UN OSPEDALE ATTRZZATISSIMO COSTRUITO DA EMERGENCY, CHE L'HA POI DONATO AL GOVERNO LOCALE. ORA MI TROVO A NHA TRANG, DOVE TUTTO E' PARADOSSALMENTE TURISTICO, HO NECESSITA' DI AUTENTICITA', PER QUESTO TI RINGRAZIO TANTO DEL TUO POEMETTO! ELENA

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