riflessioni

Diversamente Natale

giovedì, dicembre 20, 2018Manuela Vitulli


Non rido più come prima.
Non lo faccio più a cuor leggero.
Faccio ancora fatica a descrivere quello che sento dopo quel maledetto giorno di agosto, dopo un anno di dolore che ha portato via uno dei capisaldi della mia vita: il mio papà.


Mi interrogo continuamente, ritorno sui ricordi e cerco di ripetere mentalmente ogni parola delle nostre ultime conversazioni, ogni gesto.
Nemmeno quando andavo all’università facevo un simile esercizio mnemonico.
Cerco di imprimere nella memoria qualsiasi cosa, oppressa dalla maledetta paura di lasciar scappare qualcosa.
Sottolineo e ricalco più e più volte i ricordi nella mia mente, con la dannata paura di dimenticare.
E lo faccio ovunque, a volte anche quando sono tra la gente, ritrovandomi improvvisamente con le guance rigate e nascondendo il volto tra i capelli.
Io non so come si elabora un lutto, anzi, a dirla tutta non so nemmeno se si può davvero elaborare.

In cosa si trasforma tutto il dolore che un lutto ti lascia dentro?
Può trasformarsi in qualcosa di buono?

Lavorare mi aiuta a distrarmi, a scacciare via i pensieri e pensare - per un attimo - che non è cambiato nulla.
Che tornerò a Bari e ci sarà lui ad attendermi in aeroporto, magari blaterando qualcosa in fila per pagare il parcheggio.
A volte ci credo davvero.
Ma vi assicuro che ci sono momenti in cui mi chiedo se abbia senso correre dietro le proprie ambizioni, fare della carriera una priorità, fare i salti mortali per un progetto, quando la vita - quella vera - è fatta di ben altro.
Ed è stato mio padre a insegnarmelo quando la vita gli stava già scivolando via, quando si è accorto che gli mancavano troppe cose da vivere.
E immaginava tutto quello che avrebbe voluto fare, ci diceva che ci sarebbe riuscito.
Voleva disperatamente andare al mare e starsene così, con i piedi nell’acqua.
Ma lui era ricoverato in ospedale da quasi due mesi e il timer era già stato attivato.
Me la sono sempre immaginata così la morte. Con un timer.
Quando papà ha iniziato a stare molto male, ho immaginato una clessidra e un filo sottile, più o meno lungo, che sarebbe stato tagliato alla fine del tempo stabilito.
La vita che viene spezzata.
Proprio come nel film Disney Hercules.
E ho pregato che accadesse il più tardi possibile, ma solo a patto che papà tornasse a star meglio.
Non volevo vederlo soffrire.
Volevo ricordarlo nella sua versione più arzilla e verace, quando da bravo meridionale mi diceva che avrei dovuto munirmi di tanti cornetti napoletani, “che col mio lavoro gli occhi addosso sono assai e non si sa mai...”

Viaggiare mi sta aiutando tanto, tantissimo.
Mi aiuta a evadere dalla quotidianità e ad alleviare il dolore, sebbene quel senso di vuoto sia sempre con me.
Ci faccio i conti tutti i giorni, ovunque io sia nel mondo. Specialmente quando vado a dormire.
E ci farò i conti ancor più durante queste festività.

Me l’avevano detto, che il Natale sarebbe stato il periodo peggiore.
Sarà un “Natale non Natale” per me e per la mia famiglia e mi piange il cuore perché ho sempre atteso questo momento dell’anno con trepidazione, proprio come facevo da bambina.
Alla magia del Natale io ci ho sempre creduto e non riuscivo a capire chi lo detestava.
Ci ho creduto anche lo scorso anno, anche se con un nodo alla gola, perché sapevo che sarebbe stato l’ultimo Natale con papà al mio fianco.
Ma almeno era un Natale colmo di speranza, da vivere fino in fondo, e questo l’ha reso particolarmente speciale. 
Un anno fa speravo in un miracolo illuminata dalle lucine dell’albero.
Quest’anno le lucine a casa non ci sono, ma spero che tornino a brillare.
Adesso è troppo presto, ma io spero che accada ancora. Sono sicura che accadrà ancora.

Questo post voglio dedicarlo a tutti coloro che stanno vivendo una situazione simile alla mia, con l’augurio che il Natale torni ad essere un momento da celebrare col cuore.
Siamo in tantissimi, anche se spesso ci sentiamo soli.
Non avevo mai pensato a quanto potessero far male tutte queste lucine, questo parlare di addobbi natalizi, di festeggiamenti e di regali.
Ma adesso so.
E prometto che non chiederò più - come ho fatto stupidamente in passato - “ma perché detesti il Natale?” 
Io continuo ad amare questo periodo, ma devo ammettere che da quest'anno le dinamiche sono completamente cambiate. Per me il Natale si fa più intimo, senza la necessità di ostentare orpelli e addobbi speciali. Il Natale si fa davvero immateriale.

Questo post voglio dedicarlo anche a chi ha la fortuna di avere tutti i cari al proprio fianco.
Abbiatene cura, stringetevi a tavola e vivete fino in fondo la magia del Natale.

E infine questo post voglio dedicarlo a me, a me che ho rischiato di smettere di credere nella bellezza del mondo.
Ma viaggiando mi rendo conto di quanto il mondo sia bello, di quanta bellezza ci circonda.
E no, non posso credere che questo mondo - nonostante ci metta così a dura prova - non sia meraviglioso.


Buon Natale.



la foto in copertina l'ho scattata qualche mese fa a Firenze. Si tratta di un'opera di Exit Enter

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20 commenti

  1. Ciao, questo è un non Natale anche per me. Anche io ho paura di ritornae a casa. Ti sono vicina.

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  2. Cara Manuela, tutti abbiamo avuto un dolore, un abbandono, una perdita, ma bisogna rendersi conto che la vita continua.
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  3. Cara Manuela, ti leggo e "ci conosciamo " da quando hai cominciato a scrivere questo blog. Vedere il tuo splendido sorriso quando racconti i tuoi viaggi, sapendo quello che porti nel cuore, è una gioia e un esempio da seguire. Perché riesci ad essere solare nonostante questo peso, forse, anzi, è anche grazie a questo. Tuo papà vive in te, nel tuo impegno, nella tua passione, e ti dà forza e orgoglio. Tutti noi, chi più chi meno, abbiamo un dolore che ci accompagna. Pochi hanno la forza che possiedi. Ti auguro tutto il bene del mondo ❤

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    1. che ricordi.. i nostri primi commenti :)
      Grazie mille per le tue parole, per questo prezioso commento.

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  4. Ciao Manu, io ho perso mia madre 6 anni fa e, dicembre dopo dicembre, in questo periodo sento sempre di più la sua mancanza. Il dolore che ho dentro non è passato ma si è trasformato: è diventato un propellente che mi aiuta a dare il meglio di me, come lei avrebbe voluto. Il dolore va ascoltato e occorre parlargli come si fa con un amico. Solo così possiamo iniziare a convivere con questa cosa. Ti abbraccio forte e ti auguro di passare un buon Natale.

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    1. Giovy cara, grazie mille per questo commento. Farò tesoro delle tue parole :) Un forte forte abbraccio e buone feste

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  5. Ti sono vicina con tutto il cuore.
    Ma mentre tu copri tutto con i viaggi e cerchi di soffocarci le lacrime, io che ancora non ho la possibilità faccio tutto questo con le lucine e gli addobbi e i regali e chi ho intorno. Mi riempio la testa e le giornate così, e vivró questo Natale sapendo che mamma e papà sono ancora qui con noi, nella casa giù forse, a cucinare forse, a litigare anche, ma sono qui. Non esiste gesto parola sorriso che non sottenda in noi queste mancanze. È una consapevolezza che non va più via.
    Tutto quello che aiuta è sapere che sono state scelte nostre - la linea della nostra vota già decisa da noi - e che loro stanno molto meglio di noi.
    Ti sono vicina con tutto il cuore.
    Buon Natale Manu❤️

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  6. Elaborare significa per me tenere nel cuore tutti i ricordi ma continuare con la nostra vita perche il percorrerla è continuare la vita che ci è stata data da chi non c'è più e questo dono non deve essere sprecato. Loro ci vogliono contenti della nostra vita e non dobbiamo sprecare nulla di quello che ci hanno insegnato e lasciato in eredità. Vaiii continua la tua vita e rendi dolce il ricordo è così che deve andare ma soffermati a pensare godere e vivere la nuova consapevolezza che ti è stata regalata come nuova vista della vita che continua. Buon Natale cara da una nonna.

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  7. cara, noi non ci conosciamo, quindi spero di non risultare inopportuna entrando così nelle tue parole piene di amore e di dolore. tu non mi sei mai sembrata una che rincorreva la carriera, ma che ha trasformato la sua passione più importante in un lavoro.
    ti abbraccio forte, spero che anche in un momento così triste, gli affetti sapranno consolarti e farti un po' ritrovare la magia del Natale che ti era così cara

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  8. Sono legatissima a mio padre, aggiungici poi che sono stata forgiata (a volte plagiata) di una forte empatia, il risultato sono stati fiumi di lacrime e un'impotenza rabbiosa nel leggere questo post. Al tuo posto non so davvero cosa avrei fatto e per questo, vedendo la serenità che trasmetti nonostante tutto nel tuo lavoro, ti ammiro molto. Non so quanto possa servire un abbraccio in questi casi, soprattutto se virtuale e da una sconosciuta, ma te lo mando lo stesso.

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  9. Ti sono vicina più che mai Manu. In questo ultimo anno ho perso tre persone davvero importanti e come te sento che quest' Natale non sia un vero Natale. Mi sono imposta contro luci e addobbi e non sento per nulla l'atmosfera natalizia. Sento però il calore di casa, nonostante tutto. Le mancanze diventano spesso magoni che tolgono il fiato ma credo, anzi so, che sono sempre con noi ad ogni passo! Un abbraccio grande a te Manu, un abbraccio che al di la delle distanze spero ti arrivi forte e vero. ❤️

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    1. Simona, ti abbraccio fortissimo anche io. L’abbraccio arriva eccome. Grazie ❤️

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  10. Ho perso due anni fa l'amore della mia vita. Pensavo che non avrei mai più potuto sorridere. Poi mia madre solo due mesi fa, dopo una breve ma terribile malattia. Mio zio e la mia nipotina di 12 anni stanno combattendo, da agosto, contro lo stesso male. No, non è un film. E' la mia vita. E ho avuto spesso momenti di forte sconforto in cui ho pensato che tutto questo non era umanamente sopportabile.
    Mi manca la mia mamma. Quest'anno non mi ha chiamata a mezzanotte e un minuto per farmi gli auguri. Il 6 gennaio, giorno del mio compleanno, mi mancherà rimproverarle il fatto di avermi fatto una torta con le candeline, torta che le dico di non farmi più da anni, perché ormai sono grande! Mi manca che non sia più la prima a chiamarmi appena atterro in tutti i miei viaggi, quando non sono ancora uscita dall'aeroporto e quando, a casa, le dicevo, ti chiamo io appena arrivo! Mi mancherà quando inaugurerò il mio studio ayurvedico quando lei era la prima che mi diceva che ero fatta per questo lavoro ma io avevo altre cose per la testa e non ne volevo sapere…
    Tutti mi dicono: E’ la vita. Banalizzando. Le frasi consolatorie non servono a nulla. Ma è vero, è la vita! Ma voglio aggiungere: continua a credere nella sua bellezza come stai facendo, continua a credere nella sua potenzialità, anche più di prima! Fallo per lui ma soprattutto per te! Io ti assicuro che mi ha tolto tanto ma allo stesso tempo mi ha dato moltissimo! Me l'ha cambiata, la vita, la morte delle persone che più amavo al mondo ma proprio per questo ho deciso di combattere per essa più di prima! E il dolore mi ha permesso di conoscere me stessa in modo molto più profondo. Smettere di lamentarsi e sprofondare nel vittimismo è la prima cosa da fare e cercare in tutti i modi di trovare la tua pace interiore. Sei già fortunata che riesci a parlarne e condividere le tue emozioni facilmente a gente che non conosci. Sei già sulla buona strada, secondo me. Poi, di certo, non ti consolerà sapere che tante altre persone stanno vivendo ciò che vivi tu, perchè la mancanza che provi non sarà mai uguale a quella che provano gli altri e le ferite del tuo cuore non saranno mai profonde allo stesso modo, ma spero che la mia vicinanza, in questo momento ti sia arrivata. Un abbraccio, dolce Manuela.

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    1. Mi è arrivata eccome la tua vicinanza! Così tanto che ho i brividi. Grazie per questo lungo messaggio che - sono certa - non sarà stato semplicissimo per te da mettere nero su bianco. Mi hai trasmesso tanta energia positiva. Grazie ❤️

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  11. Mi dispiace tanto Manuela!Perdere un proprio caro è una cosa terribile, che non si dimentica.. azni più si cresce e si matura più il dolore diventa profondo. Un abbraccio forte

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