riflessioni

Questione di altezza

giovedì, aprile 06, 2017Manuela Vitulli


La verità è che ci sono giorni in cui proprio non mi sento all'altezza.
Di scrivere.
Di crescere.
Di avere voce in capitolo.
Di migliorare.

Non mi vergogno di svelare le mie debolezze, ci sono giorni in cui proprio non mi sento all'altezza. Ecco.
E sono certa che molti (ma soprattutto molte) di voi staranno tirando un sospiro di sollievo, perché sembra che i momenti di inadeguatezza siano riservati solo a una fetta - sfigata - di persone.
La verità è che risulta più semplice raccontare di quei momenti in cui brilliamo piuttosto che di quelle giornate in cui ci sentiamo spenti. Inermi. Bloccati.
"Stuck in a moment you can't get out of" come il titolo di uno dei miei brani preferiti degli U2.
Che poi magari si è sempre in movimento, ma ci si sente ugualmente bloccati. Come se si avesse voglia di spiccare il volo ma c'è ancora qualcosa che ci tarpa le ali, che frena l'entusiasmo, che ci fa avere paura. Basta poco.
Basta che una persona mi deluda affinché durante la mia corsa rallenti il passo fino a frenare.
Mi basta assistere a delle ingiustizie (sia sul piano professionale che su quello privato) perché le mie certezze inizino a vacillare chiedendomi quale errore io abbia compiuto per sentirmi così.
Per non sentirmi all'altezza.
Spesso ricevo messaggi di amiche o lettrici (alcune di queste divenute amiche virtuali) che mi confidano il loro timore di sbagliare, la costante sensazione di non essere all'altezza, la costante paura di fallire che si scontra col loro ficcante desiderio di trasformare i propri sogni in realtà.
E voglio scriverlo anche qui: capita anche a me.
Anzi, capita a tutti, anche a chi parla solo della copertina patinata nascondendo l'involucro. Come se vivesse la vita perennemente a testa alta.
Fa figo, tutti parliamo dei nostri successi perché nel condividerli aumenta vertiginosamente l'autostima a suon di complimenti e di "mi piace".
È lecito e credo nella condivisione delle cose belle (sia online che offline, senza ostentazioni).
Fa star bene.

Ma quante volte parliamo delle nostre debolezze?
Quante volte parliamo apertamente dei nostri problemi affinché possa nascere un confronto costruttivo?
Potrei parlarvi per ore dei miei pensieri su quello che ho realizzato e del timore di non riuscire a reggerne il peso, a sostenerne gli sviluppi, a reinventarmi.
Perché nel mio lavoro bisogna reinventarsi continuamente, un processo che spesso accade senza neanche accorgersene.

 Mi piace osservare chi mi circonda e studiarne i comportamenti.
In molte persone noto un'esasperazione del proprio io legata ad un'insicurezza personale. In altre persone, invece, riscontro un appiattimento, un annullamento dovuto a una palese sensazione di inadeguatezza.
 E benché appaiano opposti, questi comportamenti sono pressoché analoghi: rispondono a delle lacune. Abbiamo tutti delle debolezze, abbiamo tutti dei momenti in cui ci sentiamo inermi, impotenti, bloccati. In cui non ci sentiamo abbastanza.
Ma chissenefrega. Dopotutto.
 Chissenefrega se non va sempre tutto come vorremmo, se qualche volta ci sembra di essere piombate nell'ennesimo episodio di Bridget Jones (nei panni della protagonista, ovviamente).
Che poi, pensandoci, a me Bridget Jones piace e alla fine della fiera si rivela anche un modello vincente.
Quindi.
Chissenefrega se le nostre mosse possono risultare opinabili agli occhi altrui.
Non c'è rivoluzione senza disagio. 
 E quindi quei momenti in cui mi sento inadeguata mi aiutano a capire che direzione prendere, su cosa lavorare sodo, dove sto sbagliando.
Perché magari è proprio l'inadeguatezza ad essere sbagliata.
Magari stiamo andando nella direzione giusta, ma non l'abbiamo ancora messa a fuoco.

Perché anche se alle volte non ci si sente all'altezza, beh, è umano. Non c'è nulla di male.
 E si può essere ugualmente felici.

Sarà solo il caso di puntare verso nuove rotte. Nuovi progetti. Nuove sfide che ci facciano sentire inadeguatamente nuovi, vivi.
Coming soon.

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12 commenti

  1. Ti ricordi quando qualche mese fa ti ho scritto dalla Thailandia che ero stanca, che il mio comandante era difficile e non mi piaceva come si rapportava con il mondo e che a volte, mi infastidiva condividere un viaggio meraviglioso con una persona che era lontanissima da me? Ecco, le persone non sanno tutta la fatica che si fa, certe volte, per affrontare le sfide e coglierne il buono. Tutti ci sentiamo sfigati, in crisi, disagiati, ed è bello che tutti lo sappiano. A volte si pensa che chi ottiene un successo o compie un'impresa sia immune dalla sfiga e dalle difficoltà. Lo si vede come un super eroe, della serie "lui può e io no!". Ma è bello sapere che anche chi arriva in alto ha delle debolezze. Da fiducia e speranza a chi è ingabbiato in qualcosa e vorrebbe migliorare la propria vita. Ecco, poi mi hai detto di restare in barca che ce l'avrei fatta. E alla fine ce l'ho fatta, certo, ma ci è voluto molto coraggio e molta pazienza con i momenti no, le sfighe, e tutte quelle robe lì. Quindi, spero che chi leggerà questo tuo articolo possa trovare un bel po' di grinta per il suo futuro, anche se si sente inadeguato. Siamo tutti inadeguati, in un modo o nell'altro, ma possiamo sempre fare qualcosa di bello per dimenticarcelo <3

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    1. Non è detto che chi ha successo è immune alle situazioni di inadeguatezza, siamo umani.
      Ed è bello ammetterlo.
      Ecco perché le parole, se usate bene, avvicinano. Tu ne sei la dimostrazione. Grazie Valotta mia, con la tua impresa sei stata d'esempio per tutti. Aspettiamo il libro!

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  2. Concordo con Vale, e penso che in fondo tu lo sapessi già.
    Ci si sente sbagliati, ci si sente inadeguati, ci si sente schiacciati. Ma il momento in cui ci rialzeremo lo ricorderemo come uno dei più belli in assoluto nella nostra intera vita.
    Ti voglio bene!

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    1. verissimo! Ti voglio bene tesoro mio <3

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  3. Pienamente d'accordo! Sicuramente a tutti è capitato di non sentirsi all'altezza almeno una volta nella vita. Credo che questo sia dato principalmente da aspettative che noi o altri creano su noi stessi. Più volte ho pensato di non sentirmi adeguata in certe situazioni, ma credo che la cosa più importante sia fare ciò che piace e continuare a farlo anche se non rientra nei normali canoni. Non si fallirà mai se si segue quel che si sente dentro e non il proprio ego. Sono felice di aver avuto momenti di difficoltà e di crisi, sono felice di aver fallito, sono felice delle mie scelte. Spesso i momenti di inadeguatezza ti portano ad avere dei paraocchi e non vedere altre vie. Credo che i momenti nei quali dobbiamo scontrarci con le nostre lacune siano i maggiori momenti di crescita, anche se in quel momento possono sembrare una decrescita. Per me è importante essere onesti con sé stessi, capire le proprie priorità e quello che si sente nel profondo...E farlo. Tutto il resto è relativo. Purtroppo i social hanno anche creato/ampliato un metro di valutazione delle persone e degli standard di successo sui quali ci basiamo e confrontiamo costantemente perdendo di vista tutto il resto.

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    1. Credo che i momenti nei quali dobbiamo scontrarci con le nostre lacune siano i maggiori momenti di crescita, anche se in quel momento possono sembrare una decrescita. - Sono pienamente d'accordo IO con le tue parole, anche per quanto riguarda la questione dei social.

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  4. "Basta che una persona mi deluda affinché durante la mia corsa rallenti il passo fino a frenare", non puoi immaginare quanto mi rispecchio in queste parole! E un po' mi dispiace e mi fa rabbia che, un'unica persona, faccia rallentare la nostra corsa verso qualcosa tanto desiderata o il nostro obiettivo. Con me, lo sai, sfondi una porta aperta quanto ad autostima ed è inutile che ti dica quante volte non mi sono sentita all'altezza (anzi, questo è il mio periodo) ma, come dico sempre, la mia testardaggine mi aiuta tantissimo. E se non ti senti all'altezza non pensare alla determinata situazione, ma al fatto che stai facendo ciò che ami e qualcuno ti ha voluta in quella situazione, un po' stretta per te... ma non per loro! Avanti tutta tesoro bello :*

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    1. Avanti tutta anche tu! Come dice su Shanti questi momenti servono per crescere, sono i momenti più formativi. Ti abbraccio fortissimissimo!

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  5. No, questa volta non sono d'accordo.
    Perchè quando non ci si sente all'altezza la quasi totalità delle volte è una convinzione sbagliata, perchè ci facciamo condizionare dagli altri e facciamo paragoni con loro. Ed il paragone serve sì, ma solo come fonte di ispirazione, non per misurare se siamo all'altezza o meno, perchè siamo tutti diversi.
    Dobbiamo imparare a focalizzarci su noi stessi, sul nostro valore, e migliorarci ogni giorno rispetto al noi di ieri, non rispetto agli altri.
    Lo so, non è semplice. Ma è guardando dentro di noi che troviamo la forza, non dobbiamo lasciarci affliggere da condizionamenti esterni. La vita sarà sempre ingiusta, ma prima o poi il vero valore di una persona viene fuori. Bisogna solo aspettare senza arrendersi :)

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    1. Io non mi arrendo (mai :D ), però ho i miei momenti di debolezza. Tutto qui.
      Probabilmente tutto parte dal confronto, come dici anche tu. Si tratta di un campanello d'allarme da cogliere al volo per rimettersi sui propri passi. Grazie per il tuo commento :)

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  6. A me succede periodicamente. Ora so che sono momenti, stati d'animo passeggeri. Li prendo con più 'leggerezza' di una volta, mi concedo di sentirmi triste/brutta/insicura ecc... poi tutto passa ��

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    1. esatto, bisogna prenderli con leggerezza :) Ti abbraccio!

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