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Un giorno da Eroi Veri con Amaro Montenegro

martedì, ottobre 25, 2016Manuela Vitulli


Ci sono progetti speciali.
Progetti che toccano il cuore, progetti con un'anima.
Progetti che mi fanno dimenticare il futile e l'effimero e mi rammentano ciò che conta davvero nella vita. La vita stessa.
Vita intesa come star bene e fare del bene.
Quante volte lo dimentichiamo? Troppe, davvero troppe.

Mentre sono troppo impegnata a pensare ad una caption da inserire su instagram, a postprodurre una foto, a scegliere il mio outfit per la serata, ci sono uomini (e per uomini intendo il genere umano, uomini e donne) che si prodigano per il prossimo, che lottano per la vita e il benessere altrui superando i propri limiti. Sono gli eroi veri.

Mentre siamo impegnati in cose futili che ci appaiono indispensabili, la vita scorre e mette alla prova, sfugge e - alle volte - viene riconquistata grazie allo zelo e al cuore di queste persone. Gli eroi veri.

Chi sono gli eroi veri?

Gli eroi che ho conosciuto lo scorso weekend, per la Missione Terra del progetto Un Giorno da Eroi Veri di Amaro Montenegro, sono la squadra dell'Unità Tecnica di Soccorso di Val Camonica, in Lombardia.
Si tratta di una federazione che riunisce organizzazioni di volontariato - sì, volontariato - specializzate sia nel soccorso di persone disperse che in attività di Protezione Civile.

E così sono partita da Bari per provare in prima persona cosa significa vivere una giornata da Eroi Veri. Sono arrivata tra i monti e la natura incontaminata di Val Camonica e sono stata subito accolta da Raffaele, dai suoi ragazzi e dal tenero Trudy (un cagnolino che ha proprio le sembianze di un peluche), tutti fin dal primo momento gentilissimi e disponibili.
Nella loro sede hanno preparato delle ottime pizze e così, tra un trancio e l'altro, abbiamo cenato tutti assieme. Ognuno di loro mi ha spiegato in cosa consiste il lavoro dell'Unità Tecnica di Soccorso.
Io ne avevo sentito parlare ma - confesso - ignoravo totalmente cosa si celasse dietro la loro attività. Sono rimasta incantata dalla passione di questi VOLONTARI - sì, sono volontari e si prodigano gratuitamente per TUTTI noi.
Perdonate il grassetto e le lettere in stampatello, ma tengo molto a chiarire questo concetto perché io stessa ero incredula al pensiero che queste persone sacrificano i momenti liberi dal proprio lavoro per prestare soccorso.
Non lo fanno per essere retribuiti, non lo fanno per il mero guadagno, ma per pura passione.

Voglio spendere qualche parola circa i membri dell'unità cinofila.
La prima domanda che ho posto loro è stata "Come scegliete il cane che lavorerà con voi?". E fu così che scoprii che i cani dei membri dell'UTS non vengono scelti appositamente per il lavoro di ricerca, ma per vivere col proprio "padrone" (che d'ora in poi chiamerò conduttore).
Sono gli stessi cani che vivono la quotidianità domestica, la famiglia del proprio conduttore.

Va da sé che ognuna di queste persone speciali ha costruito un rapporto empatico e simbiotico col proprio cane, tanto da formare una squadra nella squadra.
Tanto da rischiare la propria vita - e quella del proprio cane - per correre in soccorso dopo l'ultimo terremoto che ha colpito il Centro Italia.
Tanto da rinunciare alle vacanze - ovvero alle ferie del proprio lavoro - per svolgere l'attività di volontario. Tanto da abbandonare una cena tra amici - l'ho visto con i miei occhi - per correre in soccorso immediatamente dopo aver ricevuto una richiesta di aiuto.

Io trovo tutto questo speciale, oserei dire incredibile in un mondo in cui sembra che tutto si misuri in relazione al denaro e alla fama. Perché queste persone che vivono dietro i riflettori sono i veri eroi della nostra società.

Sì, lo scorso weekend ho vissuto una delle più belle esperienze degli ultimi tempi a livello umano. Ho imparato tanto da questa gente.

Ho fatto il mio primo giro in ambulanza, non per essere soccorsa.



Ho scoperto la Val Malga.




Ho scoperto che il feeling tra cane e uomo può andare oltre ogni confine.






Mi sono lasciata imbracare e ho provato per la prima volta a scendere giù da una (piccola) rupe.
Non credo di essere portata per una cosa del genere, ma ci ho provato.


Eccolo, il mio salvatore :D


Ho scoperto il lago d'Iseo a bordo di un'idroambulanza sanitaria. 




Ascoltando i racconti dell'UTS ho appurato che il lago d'Iseo è splendido e dovrò tornare al più presto da queste parti.




Ringrazio l'Unità Tecnica di Soccorso e ringrazio Amaro Montenegro per avermi dato questa opportunità - e per aver rallegrato le nostre cene.
Bicchierino dopo bicchierino abbiamo alleggerito l'atmosfera con della sana goliardia nonostante queste storie - e il lavoro di questi volontari - non sempre lo consentano.
Il segreto per portare avanti un'attività così tosta - mi hanno detto - è non perdere il sorriso.
Anche nelle situazioni più tragiche bisogna trovare la forza e l'appiglio per sorridere e scherzare. Per andare avanti.
Non significa sminuire l'accaduto, ma tutt'altro: significa trovare una motivazione per non mollare.
Grazie Eroi Veri.


In questo video vi riassumo - in un minuto e poco più - la mia giornata da Eroi Veri (iscrivetevi al mio canale YouTube per essere aggiornati sui nuovi video).


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1 commenti

  1. Manuela sempre luoghi e viaggi interessanti. No nemmeno io sono portata ma non mi sarei mai privata nel farlo da altezze...basse XD
    Grazie cara un abbraccio e Montenegro piace anche a me.
    Ciaooo

    RispondiElimina

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