riflessioni

Solo una pagina di diario

sabato, novembre 14, 2015Manuela Vitulli



Nulla ha più senso quando l’umanità si sgretola sotto i nostri occhi. Giorno dopo giorno.
La settimana scorsa era l’Egitto, ieri Beirut, oggi Parigi.
E potrei continuare all’infinito.

E credo sia normale che oggi siamo tutti più scossi di ieri.
Parigi è a due passi e si sa, quello che sentiamo più vicino a noi ci tocca particolarmente. Ciò non significa che il resto non conti nulla.
Ma il punto, per me, è un altro.

Possiamo ancora parlare di umanità? Esiste l’umanità?
Non è umanità quella che porta a continui dibattiti politici.
Non è umanità quel sentimento di rancore ingiustificato nei confronti del diverso.
Non è umanità la menzogna, la convinzione di essere migliori di altri, il complotto. Non è umanità professare qualcosa senza dar spazio alle idee altrui, non è umanità spegnere la vita di un innocente. E non importa che sia uno, che siano dieci, che siano cento. Non è umano, punto.

Che mondo malato è questo? Un mondo in cui gli uomini sono spinti da un becero senso di onnipotenza si può definire umano? Potrebbe mai definirsi umano un mondo in cui gli uomini compiono atti inenarrabili accecati dall'invidia o dalla sete di vendetta? Un mondo in cui alla violenza si chiede di rispondere con una violenza ancora più spietata. Un mondo in cui, anche nelle occasioni più tristi, si trova il pretesto per fare polemica.

Sono delusa. Delusa da tutti, anche da me stessa.
Io, che credevo fervidamente in quelle storie in cui alla fine trionfa sempre la pace, illusioni che adesso reputo idiozie. Io, che credevo davvero in un mondo migliore, ma adesso fatico a farlo.
Io, che sapevo fidarmi ciecamente degli altri ma adesso ho sempre paura di sbagliare, di cadere in un tranello. Io, che mi accorgo che il mondo sta diventando arido, assieme a tutti i nostri cuori.

Ci sentiamo uniti durante le catastrofi per poi tornare a seminare rancore quando tutto sembra passato.
La guerra è tutti i giorni. La guerra è tra noi, parte da noi.

Queste parole non dicono niente di nuovo, lo so. So solo che da ragazzina il futuro me lo immaginavo diverso.
Perché col tempo si perde l’innocenza? Quando inizia quel percorso che ci fa diventare “grandi”, facendoci mutare nel profondo? Me lo chiedo sempre.

Una volta  - non molto tempo fa  -  una persona mi ha detto “Manu, non cambiare mai”.
Io ci provo, ma confesso che credevo fosse più semplice tener fede a quella promessa. Sono sincera.  Ma continuerò a impegnarmi per non cambiare.
Perché possiamo sperare in un mondo migliore solo se non rendiamo il nostro animo un arido deserto.

Voglio terminare questo post con un estratto di un bellissimo commento che ho ricevuto nel post precedente e che mi ha trasmesso una forza incredibile:

La luce esiste alla fine di ogni tunnel, per tutti. 
C’è un vecchio detto indiano che mi si è stampato dentro, riguardo le nostre battaglie interiori.  
“La battaglia è fra due lupi che vivono dentro di noi.  
Uno è infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore, senso di inferiorità.  
L’altro è felicità, amore, speranza, serenità, gentilezza, generosità, verità, compassione.  
E sai quale lupo vince?  Quello a cui dai da mangiare.” 


E noi? Quale lupo vogliamo sfamare?



[in foto: Banksy, immagine dal web]

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14 commenti

  1. Ho dentro talmente tanti sentimenti, contrastanti, che ho deciso di non dire nulla. Si sa, in queste situazioni non è facile pesare il cuore e la ragione allo stesso modo e si rischia di vedere tutto o troppo bianco o troppo nero. Però leggo il tuo post e mi ci ritrovo. Mi ritrovo quando dici che è normale e UMANO sentirsi colpiti perché questa tragedia, a differenza di altre orrendi fatti che accadono nel mondo, è vicina a casa. Mi ritrovo nella tua sensazione di inadeguatezza, che per quanto ci si senta male oggi, finito l'allarme tornerà lo stesso mondo di prima. Con tutti i pro e i contro. Con le guerre sempre in atto.
    Mi ritrovo nella tua disillusione.
    Ma nel frattempo c'è la rabbia che sprona ad andare avanti senza farsi schiacciare dal terrore.
    C'è la voglia di mettere a tacere quel lupo che, lo ammettiamo o no, è dentro ognuno di noi.

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    1. credo di provare strane sensazioni, per la prima volta nella mia vita.
      Hai presente quando è troppo, non ce la fai più a sopportare? Ecco.
      Grazie per aver commentato, grazie per il tuo supporto e per il confronto, sempre prezioso con te.
      Hai ragione, la rabbia deve spronarci ad andare avanti!

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  2. Oggi mi sento scossa, e le tue parole mi hanno fatto scendere quelle lacrime che da ieri sera mi sono imposta di ricacciare indietro.

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  3. Cara Manuela, condivido ciò hai espresso in questa pagina del tuo diario e ti dico la verità: iniziò ad aver paura! Ho paura che si sta andando verso quella che qualcuno chiama "la fine del mondo".
    Uomo contro uomo: distruzione.
    Uomo contro natura: distruzione.
    Spero tanto di sbagliarmi, spero che " l'umanità " rinsavisca ma questi brutti accadimenti avvengono sempre più frequentemente......

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    1. spero anche io che tu stia sbagliando.
      Dobbiamo sperarlo, dobbiamo crederci ancora Giuseppe!

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  4. Oggi come oggi vogliamo solo sfamare il lupo che è dentro di noi perchè ormai purtroppo i grandi valori sono andati perduti. Vedo dai giovani da mio nipote 17enne e altri come lui non hanno nessun interesse, nessun stimolo tutto cè e non cè e tutto è dovuto. Si vive solo al dio (appositamente minuscolo) della tecnologia guai a non avere l'ultimo cell, scarpe alla modo ecc.il come per ottenere è irrilevante e sappiamo come l'ottengono. Anche nelle scuole bene lo spaccio esiste e, se dici fa male ti rispondono non importa tanto vivere non ha importanza oggi voglio sballarmi domani non m'interessa.
    Ti capisco in quello che esprimi ed è la persona che tutti vorremmo e che in tanti siamo ancora ma non è sufficiente noi rappresentiamo la maggioranza silenziosa pochi in confronto agli interessi politici, economici, sopraffazioni, fanatismo e abbiamo paura di perdere il nostro stato ed anche la nostra vita. Loro, quelli che uccidono non hanno niente in nessun campo solo il loro fanatico credo religioso gestito da quelli che hanno una cultura fattasi proprio in occidente e nessuna paura di morire anzi morire cosi saranno premiati dopo e noi... noi abbiamo nonostante le preghiere abbandonato anche la fede, non persa.
    Buona domenica cara.

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    1. anche io noto una continua perdita degli ideali. E in questo post mi riferivo anche alle parole qui sopra, in parte.
      Tutto parte da noi, dal piccolo.
      Buona settimana Edvige

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  5. Non so cosa rispondere a questo post come mi è stato davvero difficile ordinare i miei stessi pensieri ed emozioni. Sono sconvolta, mi associo al tuo pensiero, e l'unica cosa che vorrei fare è abbracciarti, abbracciare tutte le persone che come noi sono atterrite e sconvolte, solo per far sapere loro che non sono sole.

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  6. Siamo molto scossi, le tue parole sono pesanti, come l'aria stamattina.
    Fra un mese abbiamo un volo per Parigi è assurdo avere paura, è assurdo tutto ciò!
    Non abbiamo parole, ma qualunque sia la nostra decisione, le cose non cambieranno, e questa città resterà per sempre ferita.
    Ti abbracciamo, forte.

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    1. non dovete aver paura. Lo so, è facile dirlo ma difficile farlo, io per prima faccio fatica.
      Ma dobbiamo cercare di non farci schiacciare.
      Vi abbraccio forte anche io, ragazzi!

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  7. Manuela, te lo dico anch'io: 'non cambiare'.
    Un abbraccio.

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  8. Ciao Manu,

    in questi giorni il Brasile sta vivendo la più grande catastrofe ambientale che ha mai conosciuto. Ne parlo qui: https://www.facebook.com/riodejaneiro.it/posts/1096756960341959

    Giorni fa in Minas Gerais, una bellissima regione del Brasile fatta di foreste, cascate e antiche città coloniali, due dighe piene di scorie dell’industria mineraria hanno ceduto, provocando vittime e distruzione. Il Rio Doce, fiume di centinaia di chilometri, è invaso da fanghi che stanno uccidendo ogni forma di vita (pesci, anfibi, alghe, piante) e danneggiando centinaia di migliaia di persone che vivono lungo il fiume. E i fanghi stanno arrivando verso il mare. Qui non se ne è praticamente parlato ma la cosa ha scosso il Brasile ed è tutto molto triste.

    Eppure, ci credi che ci sono persone che stanno salvando i pesci? Con le loro mani li stanno trasportando in bacini e lagune prima che i fanghi arrivino. Altri stanno salvando le uova di una rara specie di tartaruga marina che nidifica a ridosso della foce. Altri ancora, e sono tanti, si stanno mobilitando per portare acqua potabile alle troppe persone che non ne hanno più neanche una goccia a disposizione. Ci sono poi quelli che stanno già attivandosi per raccogliere fondi a sufficienza per ripristinare l’ambiente e fare anche di più: progettare il futuro. Sebastião Salgado (sì, il fotografo… che è nato in quella valle ed è un grande ambientalista) sta mobilitando politica e società per recuperare totalmente la valle del Rio Doce e farla splendere più di prima.

    Questo per dirti che finché esisteranno persone così e ci sforzeremo anche noi a fare del nostro meglio, forse vuol dire che non tutto è andato, che l’innocenza non la perdiamo (ma la mettiamo troppo spesso di lato e su questo ci dobbiamo interrogare) e che vale sempre la pena impegnarsi per far prevalere il bene.

    Il tuo blog splende di messaggi positivi e, in questo mondo dove c’è troppo chiasso, ne abbiamo tutti bisogno. Perciò, non mollare mai! Diamo sempre tutti il meglio e cerchiamo di fare la differenza!

    Con tanta stima, Simone

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