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La frivolezza del viaggio è la migliore cura per vincere la paura

lunedì, novembre 30, 2015Manuela Vitulli


Nel giorno in cui ci è sembrato che il mondo tremasse più forte del solito, mentre scrivevo una pagina di diario, ho pensato a quanto possa essere corretto continuare a scrivere articoli di viaggio.
Pubblicare foto di viaggio, montare video di viaggio. Parlare quasi esclusivamente di viaggio.
Che senso ha? - mi sono chiesta.

Mi sono anche chiesta se il mio modo di comunicare da quel giorno sarebbe cambiato.
Quel giorno le mie convinzioni di sempre hanno iniziato a vacillare.
Quel giorno il terrorismo mediatico mi ha portato a credere che il viaggio, davanti alle tragedie mondiali, non è altro che una frivolezza.

Qualche giorno dopo su Pinterest ho trovato un articolo di un blog americano "Come viaggiare sicuri ai tempi del terrorismo".
Si può davvero pensare di poter fornire una guida per viaggiare sicuri?
Ci si può ergere a portavoce di verità assolute in situazioni così delicate?
Ma quello che più mi ha turbato è stato il kalashnikov stilizzato nell'immagine di anteprima del post.
Credo che anche questa sia violenza. Un tipo di violenza a cui non ho nessuna intenzione di unirmi.

Quel giorno ho capito.
La soluzione non è tacere, non è cambiare stile di vita, né cambiare il modo di comunicare.
La soluzione è reagire continuando a viaggiare.
La frivolezza del viaggio è la migliore cura. 

Voglio continuare a diffondere la bellezza, voglio continuare a sognare e a regalare emozioni.
Voglio continuare a sorridere ed entusiasmarmi.
Non ho nessuna intenzione di rinunciare alla mia passione, di soccombere alla strategia del terrore, di diventare schiava della paura.

Gran parte di ciò che ho appreso finora non lo devo né al liceo né all'università, ma al viaggio.
Il viaggio mi permette di guardare il mondo con occhi sempre nuovi, di apprezzare le diversità, di mettermi continuamente alla prova.
Senza il viaggio sarei sicuramente una persona diversa, non sarei quella che sono oggi.

Perché precludersi un'opportunità di crescita, perché lasciarsi schiacciare dal peso della paura?

Più persone mi hanno chiesto se in viaggio oggi mi sento sicura.
Anche per me qualcosa è cambiato.
Anche io adesso noto piccoli dettagli che in passato non avrei mai notato.
Confesso. In Turchia un'installazione a forma di valigia piazzata al centro dell'area ritiro bagagli mi ha fatto pensare al peggio.
Il conto alla rovescia in una Marienplatz super affollata per annunciare l'inizio dei mercatini di Natale mi ha fatto rimanere col cuore in gola per una manciata di secondi.
In viaggio mi sento serena, ma vi sono alcune situazioni che inevitabilmente mi fanno pensare a quanto sta accadendo nel mondo.
Credo sia normale, umano.
Ma posso lasciarmi sconfiggere dall'ansia? Dal terrore? Dalla paura?
Posso rinunciare alla mia libertà?
No, non posso.

La frivolezza del viaggio, l'incontro con nuove culture, il sentirmi inspiegabilmente amica di qualcuno che ho appena conosciuto lontano da casa, l'empatia innata dei bambini.
Tutto questo è per me la migliore cura per vincere la paura.



Voglio continuare a sentirmi libera.
Voglio continuare a credere che il mondo, in fin dei conti, è un gran bel posto.


Lettura consigliata: On terrorism, fear and why we should not stop traveling

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31 commenti

  1. Bellissima riflessione! :) Concordo in pieno con i tuoi pensieri e la tua visione della libertà.

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  2. Ciao Manuela, sei riuscita a mettere nero su bianco i pensieri contorti che in queste ultime settimane mi intasano il cervello. Non è facile decidere di prendere e partire, non è facile riuscire a non farsi bloccare dalla paura, non è facile continuare a scrivere e parlare di viaggi con l'aria che tira, tu ce la fai e ci riesci sempre alla stragrande! Quello che hai scritto è bellissimo e non sai quanto lo sento mio!

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    1. grazie, sono felice di aver dato voce ai tuoi pensieri :)

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  3. Vero, non possiamo lasciare che ci blocchino.
    Faremmo il loro gioco, e non deve essere così. Tutto deve procedere come noi vogliamo che proceda, sono d'accordo con te.
    Vero anche che episodi forti ci fanno un attimo fermare, ragionare. Ma poi si deve riprendere il cammino!

    P.s. ci eravamo incrociati qualche giorno fa da Riccardo Esposito, ti avevo fatto una proposta ;)

    Moz-

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    1. Sarebbe bello se pubblicassi un libro-diario, prendendo spunto dai tuoi post in questi anni.
      Una sorta di album con foto e accanto ci metti appunti fintamente scritti a penna: ricordi, didascalie ecc.


      Moz-

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    2. grazie per il commento e il prezioso contributo Miki :)
      comunque la tua idea mi piace, chissà si realizza per il 2016, magari!

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  4. E' quello che voglio continuare a fare io, ed è, paradossalmente, uno dei motivi per cui ho vissuto malissimo gli attentati di Parigi: forse per la prima volta nella mia vita ho sentito la mia libertà limitata, dove per libertà intendo appunto l'arte gustosa del viaggio. Morale della favola: per una questione psicologica, tanto mia quanto delle persone alle quali voglio bene, ho rimandato un viaggio a Bruxelles fra due settimane (indubbiamente per la paura, ma anche per quello che credo sia giusto definire buon senso), Ma non l'ho rimandato per stare a casa, l'ho rimandato per andare altrove, perchè a casa non mi farà stare nessuno, in barba a chi ci vuole pieni di terrore.
    Un abbraccio
    LuluCuomo

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    1. anche io li ho vissuti molto male, credo per questo motivo.
      Capisco perché tu hai rinunciato al viaggio a Bruxelles e mi dispiace un sacco.. vedere la città in gabbia è una sofferenza. Lo scorso anno a Natale sono stata 2 volte a Bruxelles e me ne sono innamorata!
      Pensa che avrei voluto tornarci quest'anno!

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  5. Hai ragione Manuela! Non dobbiamo dargliela vinta! Non possiamo lasciare che si prendano ciò che ci rende quel che siamo.
    Anche noi ci siamo chiesti spesso in queste ultime settimane che senso avesse tutto, continuare a viaggiare, entusiasmarsi prenotando un biglietto aereo pensando poi a tutto quello che sta succedendo, a come siamo costretti a vivere con l'ansia la nostra esistenza più o meno in qualsiasi città ! Ma non si può vivere così, schiavizzati dalla paura e dal terrore. Il terrorismo cerca di fare questo e, anche se si ha paura, bisogna lottare per non dargliela vinta. Bisogna continuare a guardare il mondo con gli stessi occhi, perché in fondo se c'è il male deve esserci per forza anche tanto bene, e possiamo trovarlo solo continuando a viaggiare.

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    1. No, non si può vivere così. Dite bene!

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  6. Reagire con frivolezza a periodi drammatici è una gran cosa e non tutti sono capaci di farlo. E' più facile abbandonarsi allo sconforto. Io credo che per quanto ci possano essere eventi orribili, la vita debba prevedere una reazione positiva per non lasciarsi trascinare verso il basso.

    Un beso Manu :*

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    1. Grazie Valotta. Poetiche e pagliacce sempre noi :)

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  7. Io credo ci sia un momento per il pianto e uno per il sorriso. Credo che, in questo caso, il secondo sia un magnifico atto di forza, una volontà di reagire col bello alla drammaticità.

    Un bacio :)

    "Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore” - Italo Calvino

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    1. bellissima questa frase di Calvino, grazie per avermela regalata :)

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  8. L'ho sempre pensato la frivolezza non salverà il mondo, ma ci aiuta a viverlo meglio. La vita è fatta di momenti, e quelli frivoli ci stanno tutti!

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  9. Concordo su tutto. E purtroppo viviamo in un mondo in cui il rischio è presente in ogni luogo, anche nelle nostre città o nei posti apparentemente sicuri quindi farsi bloccare dalla paura non solo sarebbe una resa, ma sarebbe anche inutile, irrazionale. Sono innumerevoli i luoghi dove sono stati e dove sono avvenuti attentati negli ultimi 15 anni, semplicemente sono stato fortunato a non esserci nel momento sbagliato: il world trade center di new york (un anno prima degli attentati), la metro di londra, il souk di Marrakech, la città vecchia di Sharm, i TGV francesi, il X arrondissement di Parigi, Istanbul...
    un abbraccio, a presto

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    1. Vero, è questione di fortuna.
      Possono bastare pochi giorni di distanza o pochi secondi per cambiare tutto.
      Ma non possiamo farci condizionare dalla paura e dagli interrogativi "e se ci fossi stato io?".
      Giusto pensarlo, giusto provare empatia, ma sarebbe sbagliato modificare il proprio stile di vita.

      Un abbraccio a te

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  10. La vita ha bisogno anche di frivolezze per cui anche queste sono importanti e non sono più cose frivole ma importanti. Buona serata.

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  11. Sono d'accordissimo con te, su tutto :)
    Anche sul fatto che molto di ciò che ho imparato me lo ha insegnato il viaggio, il mondo. Come potremmo mai abbandonarlo?
    Bel post <3

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  12. Condivido ogni singola parola. Non possiamo vivere nella paura, rinunciando a ciò che c'è di bello nel mondo per il timore delle cose brutte.
    Un pochino di angoscia però si è insinuata in noi, e dobbiamo fare di tutto perché non prenda il sopravvento.
    Un abbraccio

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  13. Se vogliamo pensare al terrorismo, nessuno viaggerebbe più, nè per lavoro nè per piacere. Il terrorismo, purtroppo è esistito, esiste ed esisterà, noi occidentali non siamo da meno come terroristi. Quindi, alla fine, se come te si ha la passione per i viaggi, via libera e chi se ne importa del terrorismo.

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    1. sagge parole. Forse stavolta si sta manifestando in maniera più prepotente e violenta rispetto al passato, ma non è una novità.
      Il timore c'è, ma non ci faremo abbattere :)

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  14. parole sante cara! la penso proprio come te.
    http://www.audreyinwonderland.it/

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  15. Nessuno ci priverà della nostra libertà. Sconfiggeremo la paura ... viaggiando amica mia ❤️
    Il viaggio è l'essenza della vita.

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    1. Amica mia, che bello leggere questo tuo commento.
      Tu sei pura vida!

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