Giappone Veneto

Gli origami hanno le ali della libertà

lunedì, novembre 10, 2014Manuela Vitulli



Sono sempre stata attratta dalla tecnica degli origami giapponesi, ovvero dalla nobile arte di piegare la carta dando vita a creazioni semplici ma dalle fattezze eleganti.
Tra tutte le creazioni realizzabili, mi hanno sempre affascinato le gru, gli uccelli di carta emblema di lunga vita.

Forse ricorderete che a Rimini, qualche settimana fa, ho dato vita alla mia prima gru grazie alla pazienza di una ragazza giapponese che mi ha seguito passo dopo passo - e piega dopo piega - durante la realizzazione (ve ne ho parlato in questo post).
Quella piccola gru verde - frutto del lavoro delle mie mani - mi ha fatto compagnia durante il rientro a casa appollaiata in treno di fronte alla sottoscritta. Le ho poi riservato un posto speciale in camera mia, dove tuttora la custodisco gelosamente.
La gru di carta è estremamente delicata, ma dietro la fragilità cela un fortissimo desiderio di libertà. Sì, perché le ampie ali per me simboleggiano la voglia di volare alto.

Ne ho avuto la conferma qualche giorno fa a Correzzola, in provincia di Padova, dove ancora una volta ho incontrato le gru del Sol levante.
Pare che gli origami, con la loro ineccepibile eleganza, abbiano deciso di entrare prepotentemente nella mia vita. E stavolta l'hanno fatto raccontandomi una storia. La storia di Sadako Sasaki.




Sadako nacque a Hiroshima nel 1943, esattamente due anni prima dello sgancio della bomba atomica che fece tremare il Giappone.
Dopo l'esplosione riuscì a salvarsi e a vivere i primi tempi della sua infanzia in maniera apparentemente normale.
Sadako amava correre e per i primi undici anni della sua vita non ha fatto altro. Correva, giocava, inseguiva la libertà.
Eppure Sadako, pur avendo gambe agili per correre veloce, scoprì ben presto - troppo presto - la sua fragilità. Proprio come una gru di carta, fin troppo delicata nonostante le ampie ali per volare.
Nel 1954, a soli undici anni, le fu diagnosticata una grave forma di leucemia dovuta alle radiazioni della bomba atomica. Da allora le furono tarpate le ali. Da allora Sadako divenne una gru in gabbia.
Eppure non si arrese.




Un'amica aveva raccontato a Sadako un'antica leggenda secondo cui gli dei avrebbero esaudito il desiderio della persona capace di costruire ben mille gru di carta.
Sadako aveva un desiderio impellente: liberare le ali e tornare a correre.
Ma non solo.
Sadako, consapevole della sofferenza della popolazione giapponese, aveva un sogno ancora più  grande: portare pace e felicità.

E così iniziò a costruire le sue gru, simbolo di lunga vita, utilizzando qualsiasi tipo di carta: quella dei giornali, quella delle caramelle, quella dei quaderni, quella dei medicinali della sua terapia.

Non si sa con esattezza quante gru Sadako riuscì a realizzare, ma è certo che, con l'aiuto dei suoi amici, furono costruite più di mille gru. E tutte queste gru furono seppellite con lei dopo la sua morte.

"Io scriverò pace sulle vostre ali
e voi volerete in tutto il mondo"


Grazie alla sua impresa oggi Sadako è ancora viva nella memoria del popolo giapponese, nelle parole del libro che le fu dedicato, nel monumento speciale eretto a suo nome e oggi custodito a Hiroshima. 






Sadako ha provato a correre contro il tempo, contro la malattia, verso un lieto fine.
Era solo una bambina, ma non è l'età a definire quanto di buono una persona può seminare sulla Terra.
La storia di Sadako ha toccato le corde della mia anima.
E per questo ho voluto condividerla con voi.
Affinché il passato non diventi il nostro futuro.



Informazioni utili

E' possibile visitare la toccante mostra fotografica dedicata a Sadako Sasaki, la bambina della pace, presso la Corte Benedettina di Correzzola (PD) fino al 12 Gennaio 2015. 


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42 commenti

  1. Conoscevo la storia di Sadako, è interessante che ne abbiano fatto una mostra fotografica!
    Anch'io ho una piccola gru origami sul mio comodino... era un omaggio di un ristorante giapponese a Milano.
    Però mi ricorda anche uno dei reperti esposti al Museo Lombroso di Torino, nella sezione dedicata ai ricoverati dell'Ospedal Psichiatrico di Collegno: uno dei ricoverati passava il suo tempo a fare gru di carta, con tutta la carta che riusciva a reperire... ne aveva fatto uno scatolone pieno. La trovo una cosa molto toccante, questo simbolo di libertà proveniente da un luogo che era una specie di prigione...

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    1. ma davvero? Hai arricchito questo post con una storia bellissima :)
      Grazie mille!

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  2. Ho conosciuto di recente la storia delle mille gru di Sadako... triste, ovviamente, ma con un insegnamento di speranza.
    Agli origami sono affezionato molto anche io.

    Moz-

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    1. anche tu? :)
      Che bello, gli origami uniscono!

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  3. Mi ha toccato tanto anche a me. Abbiamo molto da imparare e queste storie ci aiutano a riflettere su quanti passi ancora dobbiamo fare.

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  4. Che post Manu!! Da pelle d'oca!!
    Mi sono commossa a leggere la storia di Sadako, non la conoscevo..e ora più che mai ho voglia di visitare il Giappone!

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  5. Avevo già letto di lei ma è stato un piacere ritrovarla su queste pagine, toccante.
    L'origami ho tentato tantissime volte ma quello che mi riusciva era...brutto tutto meno che origami. Abbiamo rotto a fuoco ad una nostra collega giapponese dell'ufficio di Tokio. Poverina è stata con noi per 10 giorni e le abbiamo veramente rotto....qualcuno è riuscita meglio però è stata un esperienza fantastica.
    Ciaooo cara e buona settimana.

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    1. non è affatto facile! Io sono riuscita a costruirlo solo grazie all'aiuto di una giapponese :)
      Buona settimana a te!

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  6. Lo sento tanto vicino oggi questo post*

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  7. Venire a conoscenza di questa commovente storia direttamente al Peace Memorial Park è stata una delle emozioni più forti del mio viaggio in Giappone, e tu sei riuscita a farle riaffiorare grazie al tuo racconto.
    Ricordo che le ore trascorse a Hiroshima sono state tra le più silenziose della mia vita. I simboli di questa città sono li a ricordare le atrocità che l’uomo è capace di fare.
    E’ stata una giornata emotivamente pesante e indelebile.

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    1. grazie per questa testimonianza Deborah. Molto toccante.
      Spero di andarci presto per poter confermare le tue sensazioni. Un abbraccio!

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  8. Avevo letto la storia delle 1000 gru tempo fa...rileggerla mi ha fatto molto piacere!E' triste,ma bella!

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  9. non conoscevo questa storia è bellissima, un po' triste visto ma comunque bella e piena di speranza
    buon inizio settimana cara

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  10. Che crudele splendore. Davvero, tristemente meraviglioso.

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    1. Sono felice che tu abbia apprezzato Anto :)

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  11. Bellissima storia, non la conoscevo. Un giorno vorrei andare a visitare il Giappone ed Hiroshima, credo che siano quei posti che vanno visti per non dimenticare..

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  12. Grazie per avermela fatto scoprire, cerco sicuramente di andarci visto che non è distante da casa!

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  13. Conoscevamo il significato importante della Gru per il Giappone,
    ma non sapevamo della storia di Sadako...triste ma molto bella!

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  14. la passione per gli origami me l'ha trasmessa la mia prima maestra delle scuole elementari! Ho la casa invasa da gru, rane saltanti, fenicotteri che sbattono le ali e altri animali di carta :)

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  15. Bellissimo... ora li guarderò con altri occhi...

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  16. Una storia terribile, tragica, ma che ha lasciato qualcosa nel cuore di molte persone, ha saputo parlare del grande dolore lasciato dalla Bomba atomica, anche negli anni successivi.
    A Hiroshima ci sono le sue foto, i suoi certificati medici, le sue gru... sempre più piccole. Perché mancava la carta, ma anche perché faceva sempre più fatica. Sono una testimonianza incredibile e dolorosa. Con tutta la distruzione e il dolore che vedi al museo di Hiroshima, quello è il punto dove mi sono commosso tutte e tre le volte che ci sono stato (e anche per quello ne ho scritto nell'ebook, di Sadako). Perché una tragedia così grande , come dicevo su twitter, si riesce a comprendere secondo me quando diventa la tragedia di persone reali, in carne e ossa, con una vita, amicizie, speranze. Come Anna Frank, per esempio.

    Le gru ora sono diventate un simbolo di pace. E scuole di tutto il mondo le mandano a Hiroshima. Sadako in qualche modo vive ancora in questa speranza di pace e di vita.

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    1. è questo l'aspetto più rasserenante di questa storia: Sadako vive ancora nel ricordo di chi costruisce gru per lei e per il suo popolo. La trovo una cosa meravigliosa.
      Grazie PAtrick per questo commento. E per il tuo libro.

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  17. Questa storia è davvero incredibile, me l'avevano raccontata a scuola, ma solo quando ho visto le immagini a Hiroshima me ne sono ricordata... davvero mette i brividi!

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    1. anche io avevo vaghi ricordi, ma la mostra mi permetterà di fissare questa storia per sempre. Sicuramente l'impatto a Hiroshima è ancora più forte... grazie Letizia!

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  18. Pelle d'oca... non conoscevo questa storia Manu!
    Adoro gli origami... qui scatta la condivisione! :)

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    1. Grazie mille Nico :)
      Di cuore!
      So bene cosa significa per te questa storia dal momento che il Giappone ti è entrato nel cuore :)

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  19. Molto commovente questa storia :)
    Tanto dolce il tuo racconto.

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  20. Conoscevo questa commovente storia. Non ho mai imparato l'arte dell'origami, ma grazie a queste piccole sculture di carta ho uno splendido ricordo di Nara. Un anziano giapponese mi ha regalato un origami a forma di cervo che conservo gelosamente.
    Tania

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