riflessioni varie

Quando la soluzione si chiama Casa

venerdì, ottobre 17, 2014Manuela Vitulli

Amo l'interazione nei social e nei blog perchè regala interessanti spunti di riflessione.
E infatti questo post nasce da un commento che ho ricevuto qualche giorno fa qui sul blog.
Quando un giornalista - stufo di viaggiare - mi ha scritto che invidia l'irrefrenabile desiderio di partire condiviso da noi blogger.
Inizialmente ho pensato che stesse scherzando per farsi beffe di tutti coloro che farebbero di tutto pur di viaggiare senza sosta - o magari ignaro di tutte le persone che pensano "Sei sempre in giro, quanto ti invidio".


Poi ci ho pensato su analizzando la mia vita nell'ultimo periodo.
Da fine agosto sono sempre in giro, senza sosta.
Ho la valigia sempre sotto gli occhi, sempre mezza piena (o mezza vuota, punti di vista) in modo che basta ficcarci dentro qualche vestito et voilà è già pronta.
Me la ritrovo sempre tra i piedi, come per ricordarmi che sì, sono a casa, ma solo per qualche giorno. Che non devo rilassarmi troppo perchè un'altra partenza è alle porte.
Entusiasmante, adrenalinico, fantastico.
Certo. Ma fino a un certo punto.

Non dico che non mi piaccia viaggiare ed essere sempre in movimento, non potrei mai dirlo. Io detesto la staticità, potrebbe farmi impazzire.
Ma detesto anche quei giorni in cui tutto attorno a me è confusione, quando ho bisogno di riorganizzare i pensieri e le idee, quando mi mancano gli abbracci sinceri, quando ho bisogno dei miei affetti. Quando lascio a casa chi nella mia vita è fondamentale, quando non voglio perdermi le feste delle persone a cui tengo di più, ma avendo già preso appuntamenti non posso più tirarmi indietro - e capita davvero spesso.
Quando tutti questi fattori si accumulano causando inevitabilmente uno stress psicologico, a mio avviso continuare a viaggiare è la soluzione più deleteria.
A mio avviso - in questo caso - la soluzione si chiama casa.

E quindi lo ammetto: quel giornalista che mi ha portato a scrivere questo post non ha tutti i torti.
Viaggiare a tutti i costi non ha senso, a volte una pausa ci sta tutta. Sì, perchè il viaggio è anche una dimensione intima e non va forzata.

Che ho ancora tanti Travel Dreams da realizzare e qualche viaggio già in programma, ma c'è ancora tempo.
Ho deciso di darmi delle pause per godermi la mia terra, la mia casa, per ascoltare i miei silenzi, per dedicare del tempo a me stessa.

Ci sono momenti in cui la scelta più coraggiosa che si possa prendere è quella di fermarsi un po'.  Perchè a volte viaggiare non è la soluzione a tutto. Perchè a volte la felicità non è in giro per il mondo, ma si chiama casa.

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39 commenti

  1. Cara Manuela condivido appieno la tua conclusione!
    Quando, per lavoro, (lo so, non è la stessa cosa di un viaggio di piacere!) ho dovuto viaggiare praticamente ogni settimana per quasi 5 anni, con la valigia sempre tra i piedi, lo stress era talmente tanto che per un bel pò ho evitato persino di prendere la macchina, se non era necessario!
    Oggi viaggio praticamente solo per piacere....e ti assicuro che la mia salute ne ha tratto immensi benefici....perché come ti rilassano gli affetti dei propri cari/amici ed il focolare di casa.....penso che non ci sia eguali!

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    1. Posso ben capire! Bisogna viaggiare quando lo si sente davvero, non solo per la smania di farlo :)

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  2. Uè, io ti sto leggendo sempre eh!
    Però stavolta non potevo non lasciare un commento perché questo post è davvero bello!
    E lo è anche perché mi sono trovato spesso nella tua stessa situazione: per chi come me c'è sempre stato per tutti, dover mancare nei momenti più importanti delle persone a cui vuoi bene, è stato difficilissimo e spesso mi ha fatto pensare "forse ho scelto la strada sbagliata".
    Ma poi, quando torni a casa e sono ancora tutti lì ad aspettarti, ti rendi conto di quanto sei fortunato!
    Ecco perché, anche se sono stato io a scegliere di allontanarmi da casa, spero un giorno di poterci ritornare per non perdermi mai più un momento importante! :-)
    Un abbraccio!

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    1. che bel commento! Grazie Orso! :)
      Io sono arrivata alla conslusione che stando spesso fuori si inizia davvero ad apprezzare il valore di casa :)
      Un abbraccio a te!

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  3. Concordo con the Manu.. ma concordo anche con le parole di un'intervista che lessi tempo fa:

    "You will never be completely at home again, because part of your heart will always be elsewhere. That is the price you pay for the richness of loving and knowing people in more than one place."

    Sei d'accordo?

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    1. come Silvia assolutamente sì! :)
      Più case nel mondo, perchè siamo fatti per avere brandelli di cuore sparso un po' ovunque. Anche se casa, quella vera, resta solo una :)

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  4. Sai che la penso come te, soprattutto per quanto riguarda il lasciare a casa chi amiamo. Secondo me a volte bisogna fermarsi a riflettere, prendere ciò che vogliamo DAVVERO, tutto qui. Ti abbraccio tesoro

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    1. Prendere ciò che vogliamo davvero. Sante parole! Abbraccio a te tesoro!

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  5. Secondo me uno degli ingredienti magici del viaggiare è proprio questa tensione continua fra partire e tornare: quando sei a casa e previsti quel verrà, ma anche quando torni, apri la porta è c'è il gatto un po' imbronciato...poi ti senti con gli amici, la famiglia che vogliono vedere le foto e sentirti raccontare. E senti così tua la tua casa che ne apprezzi ogni singolo elemento. Magari anche per questo amiamo partire!

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    1. tensione continua fra partire e tornare. Già.
      Siamo inqueti, viaggiare ci fa star bene ma anche tornare. Ed è bello che sia così.
      Perfettamente d'accordo Elena :)

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  6. concordo con te e con la tua riflessione.
    Viaggiare è un'esperienza favolosa ma non deve assolutamente essere forzato altrimenti non ci si gode l'esperienza e non avendo la giusta predisposizione di rischia di odiare un post che, in un altro momento della nostra vita, avremmo potuto amare alla follia ;)
    buon week end

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    1. già! Io mi sono accorta che facendo troppi viaggi uno dopo l'altro non sono riuscita a metabolizzare bene le esperienze, i colori, i profumi dei luoghi. Buon week end a te :)

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  7. Bellissimo post, Manu.
    E' vero, la casa è un posto non solo fisico, ma il posto dove ci si sente rilassati.
    Sono sincero, a me ogni partenza mette addosso quell'eccitazione mista però a lontani scampoli di fastidio.
    Non so spiegarti la sensazione, che però non è negativa.
    Ultimamente sono stato un paio di giorni fuori casa e ho voluto quell'avventura, e mi è piaciuta, ma il mio cuore arriva inizialmente con qualche minuto di ritardo :)

    Moz-

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    1. Miki succede anche a me! Anche io quando parto sono strana... eccitata ma un po' nostalgica. Non so coem spiegare quella strana sensazione... mi basta mettermi comoda in volo, aspettare il decollo con adrenalina e poi inizio già a proiettarmi nella nuova destinazione. Chissà perchè! :)

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  8. La pensiamo come te! Vero e Bellissimo l'ultimo rigo di questa riflessionet!
    L'equilibrio è sempre la scelta giusta!
    Viaggiare SI, senza però perdere di vista gli affetti!
    :D

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  9. Verissimo! Ogni viaggio regala sempre tante idee e sensazioni che richiedono il loro tempo per essere rielaborate e coltivate…ed è questo il bello di ogni ritorno, secondo me. Lasciar germogliare i semi che ogni viaggio ci ha regalato. Se fosse tutto una corsa, le partenze e i ritorni non avrebbero lo stesso gusto!

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    1. Se fosse tutto una corsa, le partenze e i ritorni non avrebbero lo stesso gusto!

      Ma quanto è vero!
      Il bello è ricaricare le pile per poi ripartire :)

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  10. Mi trovi pienamente d'accordo!

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  11. Ti dissi una volta cara Manuela, che la casa è quella che costruisci attorno a te ovunque tu sia. La casa non sono le 4 mura nella quale vai a vivere e consideri come casa ma se non ci metti qualcosa di tuo questa casa diventerà a lungo andare inospitale.
    Quando vado in vacanza con il mio caravan/roulotte sul lago in Austria quella è la mia casa e la sento mia l'altra non mi manca mentre per farti capire quello che intendo, mio marito dopo un mese a piacere di ritornare a "casa" perchè il carava rappresenta una parentesi. Si viaggiare si stare fuori "casa" ma ha bisogno di ritornare. Questo dipende anche a come si è cresciuti....la casa era importante e non per niente tutti cercano di comperare una casa. Io viaggerei sempre potendo ma non posso e quindi rendo "casa" la mia. Buona fine settimana.

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    1. Secondo me non dipende solo dal valore che noi diamo alla casa.
      Non si può essere sempre in viaggio perché c'è bisogno di metabolizzare. Quindi "casa" intesa anche come pausa, per rigenerarsi :)

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  12. Mi riporti all'esame di stato del liceo tema scelto 'Il viaggio' e l'idea era proprio quella, non un consumismo ma scoperta di se stessi attraverso quello che stiamo vivendo in un luogo diverso... iL Tempio di Apollo IV di Roy Lichtenstein è molto eloquente:)

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    1. me lo segno, grazie della dritta Enrica :*

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  13. ho letto con attenzione e riflettuto molto prima di commentare. io adoro viaggiare e ogni scusa è buona per partire. ma ammetto che se fossi in viaggio "sempre" sentirei la mancanza dei piccoli piaceri quotidiani casalinghi e probabilmente sarei anche un filino meno entusiasta.... invece così ogni partenza è una festa!

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    1. Proprio così! Viaggiando sempre non si riesce a far luce su se stessi, a metabolizzare alcuni momenti, alcune emozioni. Io - almeno io - ho bisogno di staccare un po' prima di ripartire :)

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  14. Lo scrivevo proprio oggi, delle volte viaggiamo solo per sfuggire da noi stessi. Bisognerebbe mettere assieme la sensazione del viaggio con quella di essere a casa, la casa vera però che è dentro di noi...ne riparleremo ;)

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    1. dovremmo parlare di equilibrio, il famoso equilibrio così difficile da raggiungere... :)

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  15. Che incredibile coincidenza, anch'io mi sono soffermata sulle stesse riflessioni ultimamente.
    Mi sono chiesta perche' sento il bisogno di viaggiare, e soprattutto se lo sto ancora facendo per me.
    E sono giunta alla conclusione che l'unica cosa da fare e' sempre quello che si sente, sia questo viaggiare o perche' no, rimanere a casa. Basta che la scelta venga solo da noi.
    Il post esce martedi :)

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    1. Non vedo l'ora di leggere! Bello ritrovarsi così :)

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  16. hai ragione! io noto che quando ho un momento difficile, l'unica cosa che penso è che vorrei essere a casa, magari sul divano a casa dei miei, a guardare la TV con loro...nei momenti buii mancano davvero le cose più piccole, che prima sembravano insignificanti, ma che ora potrebbero cambiare l'umore completamente. devo dire che il fatto di avere il mio appartamento qui a NY aiuta, perché è casa mia, con le mie cose (alcune portate dell'Italia), ma gli affetti e l'atmosfera di casa...mmm quelli sono insostituibili!

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    1. come ti capisco! Anzi, sei tu che hai capito me alla grande! Non dev'essere facile per te essere così lontana da casa. Certo, un'esperienza e una città incredibile, ma immagino ci siano momenti in cui non vorresti altro che CASA. Quella vera.
      Un abbraccio!

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  17. Non potrei essere più d'accordo Manu.. Secondo me, essere un viaggiatore vuol dire anche questo: tornare a casa.
    Ti abbraccio, a presto :*

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    1. Tornare per poi ripartire. Già.
      A presto Eli!

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  18. Ho sempre visto il viaggio (quello vero, non il semplice turismo) come uno strumento per gettarsi nello sconosciuto, e imparare tanto su sé stessi quanto sul mondo. Uno strumento di ricerca, come ce ne sono tanti altri. La vita in viaggio è piena ed è per questo che i viaggiatori di lungo corso sembrano sempre più "maturi" di altri coetanei. Ma una vita troppo piena rischia anche di diventare superficialità. Non c'è tempo per far propria tutta quella conoscenza, e parte del viaggio viene sprecato dal suo eccesso. Ecco il desiderio di casa, di calma, di lentezza. Di casa. È un modo per lasciare a noi stessi il tempo sufficiente per assorbire tutto il mondo che è trascorso dentro e fuori di noi. Per lasciarci il tempo di crescere. Pronti poi per ripartire un'altra, o anche per continuare la ricerca in un altro modo, magari da fermi.

    Bell'articolo Manuela, come sempre!

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    1. "Ma una vita troppo piena rischia anche di diventare superficialità. Non c'è tempo per far propria tutta quella conoscenza, e parte del viaggio viene sprecato dal suo eccesso."

      Questo è proprio il mio stato d'animo attuale. Ho bisogno di far mia tutta questa conoscenza, di metabolizzare, di ritmi lenti.
      E ancora una volta ci ritroviamo.
      Grazie per questo commento Francesco, sarà il filo conduttore per il prossimo post, vedrai! :)

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  19. Vero. Verissimo. Dopotutto, forse, il viaggio ha tutto quel suo fascino anche perché si ha un posto caro dove tornare a condividere ciò che ci ha arricchito, dove raccontare tutto, ma proprio tutto, ai nostri volti conosciuti e preferiti. E se quel luogo manca da troppo tempo nelle nostre tabelle di marcia poi viene voglia di farlo sì un viaggio, ma a casa, quella vera, magari con tanta calma anche :)
    Un abbraccio!

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    1. mi ci ritrovo alla grande! Grazie per questo commento :)

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