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Italia VS America. Riflessioni in tempi di crisi

mercoledì, febbraio 27, 2013Manuela Vitulli

South Beach of Miami

Miami, Gennaio 2013. T-shirt e bermuda per i ragazzi, costume da bagno e copricostume per le ragazze. 
Un sogno. Ecco cosa ho pensato appena arrivata. Il paradiso che tutti sognano. Ragazzi che fanno skate, ragazze che sfrecciano sui rollerblade, venditori di cocco, sole mare e abbronzatura tutto l'anno. 
Già innamorata di New York e Orlando, sono rimasta ancor più ammaliata da questa metropoli della Florida, la terra del sole. Ho iniziato a fantasticare sul cambiar vita in modo radicale, fuggire dall'incertezza dell'Italia e ricominciare tutto in America. Il sogno americano - American Dream - iniziava già a prender forma nella mia mente. 


South Beach of Miami

La gente del posto sempre sorridente, il color Tiffany verde acqua in ogni angolo (persino in autostrada) a rallegrare e infondere speranza negli animi.  Persino commercianti e camerieri italiani sprizzavano gioia da tutti i pori mentre servivano un caffè americano con pancake e discutevano con noi sulla tragica situazione italiana. "Qui si sta benissimo. Ho girato il mondo col mio lavoro, e questo è davvero un bel posto per vivere. Certo, gli affitti non sono economici, ma non si guadagna il misero millino come in Italia" - ecco cosa ci dicevano. Mediante quei discorsi pian piano affondavano nella mia mente le radici di un cambiamento. 
Ricordo ancora le parole del ragazzo che ci guidò nel sightseeing a New York: "Pensate che il peggio sia passato? Da voi in Italia deve ancora arrivare la crisi." 
E sbam! Torno in Italia e qual è la prima notizia del tg? Lo scandalo di Monte dei Paschi. Torno in Italia e ovunque c'è tensione: in fila alla posta, in banca, in televisione, al supermercato..
Invece a Miami c'era una tale spensieratezza... 
Che dire delle decine di coppie di over60s in giro per l'America a bordo di un'Harley Davidson, anziché ammuffire nelle piazze del paese giocando a briscola e rimpiangendo la giovinezza perduta?
Non voglio generalizzare, ma sembra proprio che in America ci sia un modo diverso di vivere la vita, maggiore coraggio e soprattutto maggiore meritocrazia, quella che manca in Italia.



Ocean Drive, South Beach of Miami

E allora che fare? Fuggire via dall'Italia, un Paese che oramai non offre più nulla ai giovani? Andare a vivere fuori, sbarcare il lunario spesso accontentandosi di servire ai tavoli o di porgere menu ai turisti, vivere dall'esterno la nostra precarietà mediante un telegiornale inglese o americano i cui giornalisti fanno a pezzi l'immagine del nostro Paese. Sopportare le ingiurie di inglesi, francesi, tedeschi (un pò tutti ormai) concerni la situazione italiana, e magari rispondere con aria sprezzante: "Io ora ne sono fuori". Questa è la soluzione? Fuggire e lasciare che l'Italia divenga un Paese per vecchi
Bene, prima di trarre le mie personalissime conclusioni, è bene parlare dell'altra parte della medaglia: anche l'America ha i suoi scheletri nell'armadio. Tu vuè fà l'americano - bene - ma chi è l'americano/a di oggi?
L'americano/a in carriera è quella persona che nei film vediamo correre con un latte macchiato in mano, perché non ha tempo di gustarlo seduto al bar. Lo farà per strada, in metro, in auto o direttamente in ufficio. Coloro che affollano gli Starbucks sono soprattutto i turisti, che occupano per tre quarti d'ora i tavoli concedendosi una pausa ristoratrice. Mentre da noi i bar hanno sempre tavolini e sedie in abbondanza, in America spesso i tavoli non ci sono, e agli americani va bene così, perché tanto non li utilizzano. 
Le donne sono sempre a lavoro e spesso non amano comunque cucinare, indi ci si rifugia nel junk food - cibo spazzatura -aumentando il tasso già alto di obesità.

Hell's Kitchen, New York City

Il traffico intasa le grandi metropoli e vengono meno i valori della vita. Al primo posto c'è la carriera, poi la carriera e poi ancora la carriera. Anche le donne pensano alla scalata al potere e non alla famiglia. Un pò come avviene in Italia, ma in America il passo dal fidanzamento al matrimonio è breve, ed è altrettanto breve il passo dal matrimonio al divorzio. Breve ed economico, tanto che il prezzo del divorzio viene anche  pubblicizzato su riviste e cartelloni. E ovviamente se è facile il divorzio, è semplice anche risposarsi, ragion per cui ci sono donne che a trent'anni sono già al terzo matrimonio. Spesso ci si lascia col vecchio marito per sposarsi col miglior offerente. Il matrimonio è quasi una beffa, e anche il fidanzamento è legato al rango sociale, poiché una ragazza al volante di una Mercedes Benz difficilmente cede alle avances di un ragazzo che guida una Wolkswagen. Sì, è dura, ma è proprio così. E quindi non c'è da stupirsi se il matrimonio si riduce ad essere un contratto. 

 Broadway, New York City.

Rockfeller Center, New York City.

In America è ammesso il porto d'armi e benchè la cosa possa in parte rendere sicuri da ladri e malviventi, d'altra parte spaventa l'uso improprio di una revolver, che nelle mani di un bambino o di un ragazzo esaltato spesso diventa un mezzo di terrore. 

Columbia University, New York City

L'università, per quanto possa essere ben organizzata, costa cara, e per permettere ai propri figli di studiare molte famiglie devono risparmiare sin dal momento del matrimonio. 
E il sistema sanitario è spietato, in quanto le cure mediche costano un patrimonio e dunque sono spesso accessibili solo ai più abbienti. 
Molte donne lavorano fino a pochi giorni dal parto per mantenere il lavoro e dopo i primi tre mesi di maternità non possono richiederne di ulteriori. 
I ragazzi abbandonano prestissimo la famiglia, e nel bene o nel male, cercano un lavoro sin da subito. 
Prestare servizio militare significa onorare lo Stato, anche se ciò dovesse contemplare una missione in Afghanistan. 
E' un mondo diverso, ed adattarsi ad esso non è semplice per uno straniero. 

Otranto, Lecce.

E concludo dall'Italia, io che ci sono ancora dentro, io che non voglio più fuggire, ma preferisco cambiare
Credo in un futuro diverso in cui verrà dato più spazio ai giovani e alla meritocrazia, in cui sparirà questo senso di inquietudine che ci attanaglia da tempo, in cui verranno salvaguardate le bellezze del Belpaese
Amo viaggiare e fare esperienze fuori, e fino a poco tempo fa credevo fermamente che il mio futuro sarebbe stato altrove, ma non qui. Invece adesso mi ritrovo terribilmente affezionata alla mia terra, alla mia Patria che ha così tanti gioielli da esibire, partendo dal tacco per finire all'apice del nostro stivale. Paesaggi così diversi, ma anche così simili perchè accomunati dall'amore per la nostra nazione.

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41 commenti

  1. Hai fatto sia le mie stesse considerazioni e avuto le mie stesse conclusioni in fatto di andarsene... L'erba del vicino sembra sempre più bella.. e non ci rendiamo conto di quello che abbiamo... se tutti viaggiassero forse avrebbero la mente abbastanza aperta da apprezzare la terra degli altri e anche la propria :)

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    1. Esattamente! Purtroppo in molti ormai disprezzano l'Italia credendo che là fuori ci sia il paradiso...

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  2. L'erba del vicino non è sempre più verde, ma lo sembra. Fuggire non è la soluzione, restare e cambiare, si. Per chi crede ancora in alcuni ideali, per chi crede che l'invididualismo non sia la soluzione alle cose.
    Viaggia, viaggia il più possibile, vedi,guarda, confrontati, perchè solo così apri la testa, entri in altre realtà, capisci gli altri.
    Viaggiare è una risorsa incredibile.
    A presto.
    Raffaella

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    1. Grazie Raffaella. Prendo alla lettera le tue parole e il tuo prezioso consiglio :)
      Un abbraccio

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  3. Leggere questo post oggi, in questo strano periodo della mia vita, è un segno. Io ho viaggiato ma non ho mai vissuto all'estero, ma nonostante questo riesco già a vedere i pro e i contro dell'andare a vivere via: non tutto è oro quel che luccica e credo che sentirei una terribile mancanza dell'Italia appena varcata la dogana.
    Io credo proprio che questo, nonostante tutto, sia il paese più bello del mondo.
    E chi parla per disprezzare non hai mai messo davvero piede fuori dalla propria porta, dal confine: le menti aperte invece sanno cogliere tutti gli aspetti.
    E poi restano qui. :)

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    1. Esattamente. La vedo proprio come te Silvia. Non è un periodo roseo per tutti noi italiani, certo, ma ci saranno dei risvolti prima o poi. Andar via dall'Italia significherebbe abbandonare il nostro Paese e le bellezze che esso ha da offrirci.. per cosa poi? Per fare il lavapiatti o il commesso a Londra, come molti fanno? Ci si può sentire sicuri in un Paese che, anche se stabile economicamente, non è il proprio?
      Sono "contenta", se così si può dire, che in molti condividano i miei pensieri in questi giorni.. diciamo che mi sento meno sola :)
      Un abbraccio, Manuela

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  4. Ogni Paese ha i suoi pro e i suoi contro.. e viaggiare conoscendo altre culture penso sia una delle cose più importanti, perché ti apre la mente! Probabilmente gli Americani rispetto a noi hanno un senso di patriottismo molto più forte, quel patriottismo che noi col passare del tempo abbiamo perso.. ed è per questo che oggi molti italiani vogliono "fuggire".. soprattutto in tempi come questi dove ogni certezza viene meno!
    Bel post :)
    Federico
    lavaligiasottosopra.blogspot.it

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    1. Ed è proprio quel patriottismo ciò che più invidio agli americani.. Mi chiedo se ciò sia dovuto al fatto che sia un Paese "giovane", se così si può dire perché è nato da poco, in confronto alla "Vecchia Europa", ma temo proprio che non sia dovuto a questo...
      Grazie Federico :)

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  5. Noi che amiamo tanto viaggiare, a lasciare tutto e andarsene per cambiare vita, chi solo per pochi istanti, chi invece più fermamente, lo abbiamo pensato tutti...
    Ciò che è più difficile é riuscire a mente lucida vedere le cose in maniera distaccata, da angolature differenti, per poter valutare bene le situazioni.

    Sognando a occhi aperti, mi immedesimo nel "portare le mie radici" in Brasile, in Australia, in Florida; disposto magari a sacrificare ambizione e soliditá economica per sopravvivacchiare in qualche paese sperduto ma distante dall'Italia..
    Poi però mi trovo a pensare alle migliaia di persone che lasciano questi posti fantastici per trasferirsi in Italia, e mi interrogo a lungo sul perché...

    Hai detto proprio bene Manuela, non é tutto oro quello che luccica..

    Concordo anch'io con tutti voi sl fatto che abitiamo su una terra ricca di storia e di immensa bellezza, solo che abituati ormai ne siamo assuefatti e non ci facciamo più caso..e notiamo solo le cose negative..

    Ma come in tutte le cose, ci sono dei momenti positivi e negativi..
    Io ne sono certo che oltre il tunnel c'è la luce, e quando tutto per magia tornerà a brillare, IO voglio esserci!

    Viaggiate ragazzi, viaggiate a più non posso, fate tesoro delle esperienze che vivete, e portate a casa le idee per migliorare questa NOSTRA ITALIA!

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    1. Grazie Ivan, i tuoi commenti sono sempre molto costruttivi. Anch'io sono fiduciosa.. incrociamo le dita :D

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  6. Complimenti sinceri per il post, capito qui per caso ma mi e' piaciuto molto il modo in cui hai approcciato il tema. In un momento in cui "andarsene" sembra la conversazione piu' amata da fare al bar o su twitter tu ne hai scritto senza polemica sterile ma in modo costruttivo e lucido.
    Grazie perche' fa bene sentire voci cosi'!

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    1. Grazie a te per il commento :) è un grande piacere aver suscitato il tuo interesse e aver ricevuto il tuo apprezzamento. Credo che di politici inferociti ce ne siano già troppi, e fare polemiche diventa il prolungamento di questa situazione. Io direi STOP alle polemiche che dividono il Paese.

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  7. carissima Manuela, molto bello e vero il tuo post sul mito che imperversa: fuggire dall'Italia per trovare chissà che all'estero. Condivido pienamente tutto quello che dici. Ho diversi amici che sono andati a vivere negli States e rimpiangono molto l'Italia anche se ammettono che si trovi in un momento di grave crisi. Io sono ottimista e sono sicura che ne usciremo. Ci sono tante brave persone nel nostro paese e tutte insieme renderanno giustizia alla nostra sospirata patria.
    Un abbraccio. Ti seguo!

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    1. Marina grazie per il tuo commento!
      Anche se tutti pensano al peggio e allo sfascio del Paese sulla scia della Grecia, a noi piace pensare positivo :)
      Un abbraccio, e grazie per il follow! :)

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  8. I like your reflections on Italian and American life. And Italy needs young people who stay and try to change the way things are.

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    1. Yes, I agree with you. Italy needs brave and young people. When I discovered what people abroad thinks about us, I was so disappointed. It's time to change! :)

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    2. La penso proprio come te Manuela!

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  9. Cara Manuela,
    Grazie tanto per essere passata dal mio blog e per avere lasciato un tuo commento. Mi ha fatto piacere scoprirti, ma ancora di più vedere che la pensiamo allo stesso modo sull'America e la vita all'estero. Io, che ci ho vissuto, posso confermare con certezza tutto quello che hai scritto. È vero, non è tutto oro quello che luccica. I matrimoni, il senso di famiglia, il VALORE delle piccole cose, come di un caffè bevuto al bar senza fretta, la colazione con brioche e cappuccino gustata guardando il mare...di una cena tra amici dove si sta tutti insieme, si ride e si scherza mentre si cucina un bel piatto di pasta al dente (all'italiana!!!)...la cultura italiana, quella che s'insegna nelle nostre università, che dovrebbero essere agibili a tutti...E potrei andare avanti per ore.

    Comunque, questo post mi è piaciuto talmente tanto che ti ho linkata e citata nel mio ultimo post. Spero che la cosa non ti dispiaccia.
    :-)

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    1. Un immenso piacere per me! Ti ho risposto sul tuo blog :)

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  10. Ciao! Grazie per esser passata da me! Il tuo blog è davvero carinissimo, i tuoi post belli e interessanti! Complimenti, ti aggiungo ai following! ;) a presto! Rosalinda

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  11. Grazie mille :)
    Ti aggiungo anch'io
    Un abbraccio, Manuela

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  12. Davvero molto bello questo post, letto per caso.
    Cambiamolo tutti insieme questo paese!

    A presto!

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    1. Grazie mille :) Già, armiamoci di determinazione e cambiamo tutto per il meglio! ;)

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  13. :-)
    Una sola precisazione: non è vero che le cure sanitarie negli Usa finora sono state appannaggio solo dei più ricchi. Madicaid e Madicare garantiscono dagli anni '60 (riforma del Presidente democratico Jhonson, successore di Kennedy) ottime cure per i più poveri, per i bambini e per i pensionati (e veterani di guerra).
    Per gli altri americani c'erano le cure sanitarie rimborsate dalle assicurazioni private alle quali la maggior parte degli americani si affidava. La quasi totalità degli americani privi di assicurazione privata appartengono (appartenevano) alla classe media, e nella maggior parte erano persone giovani che avevano accettato di essere pagate di più rinunciando volontariamente a versare la quota per l'assicurazione sanitaria.
    D'altronde cosa accadrebbe, da noi, in Italia, se ad una persona fra i 25 e i 45 anni venisse proposto "ti pago 600 euro di più al mese ma rinunci ai contributi del Servizio sanitario nazionale?".
    Avete idea di quanto "pesino" nelle nostre buste paghe i contributi per l'assistenza sanitaria che ci vengono detratti "alla fonte" insieme alle altre tasse?
    Per questo il Presidente Obama è riuscito ad imporre l'obbligo dell'assicurazione sanitaria.

    Per il resto ritengo che l'Italia sia un Paese irriformabile...


    d.

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  14. Dario grazie per il tuo commento molto costruttivo :)
    Il problema in Italia è che pur pagando per un miglior servizio sanitario, questo fa pena - lo dico perché ci sono dentro. Gente che timbra il cartellino e poi fugge a far la spesa, medici che non si avvicinano nemmeno al paziente - manco avesse la lebbra, "professionisti" sanitari incompetenti, liste d'attesa interminabili......
    Dove finiremo?

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  15. Immagino intendessi questo post ...
    Credo che nessun paese sia perfetto. Non lo pretendo dalla nostra (povera!) Italia, non lo posso pretendere dal paese che mi ospita in questo momento. Faccio pro e contro. E ovviamente hanno più peso i valori e i fattori che rientrano nelle mie priorità di oggi. Non ho smesso di credere nel mio paese, ma di vita ne abbiamo una sola e soprattutto una sola è quella che offriamo ai nostri figli! La domanda che mi continuo a fare è "sono proprio sicura che sia l'Italia il paese in cui voglio che i miei figli crescano?". Ecco, a questa domanda la cui risposta era scontata fino a 6 mesi fa, ora non sono più certa di sapere rispondere con immediatezza.
    Buoni viaggi e buone esplorazioni a te!

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    1. Ho amici che sono in procinto di partire con tutta la famiglia per Toronto, dove apriranno un'attività commerciale; è stata una scelta fatta col cuore da parte dei genitori, per garantire un futuro ai figli (laureati), futuro che qui in Italia potrebbe essere legato ad incertezze e non pochi sacrifici. Capisco la preoccupazione di ogni genitore che vorrebbe donare serenità ai propri figli (e dunque anche a se stesso)e non mi permetterei mai di biasimare ciò :)
      Ciao Alessandra

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  16. blog veramente interessante... brava! :)

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  17. Manuela,
    sono un cittadino americano che vive da ben 50 anni in Italia.

    Orbene ho letto il tuo articolo, ma ti assicuro che le persone come dici tu sempre di corsa e che pensano solo al lavoro, sono una realtà che trovi solo in alcune metropoli (NYC su tutte), ma quella non è America.

    Io il prossimo anno tornerò negli USA a vivere per sempre con la mia famiglia, l'Italia e' morta, non ha più nulla da offrire e sono sicuro che prima di 15-20 anni le cose rimarranno così se non peggio.

    Non voglio vedere i miei figli crescere in una realtà simile!

    Cmq il tuo articolo mi è piaciuto, scritto bene, ma se vuoi la vera America devi andare in provincia!

    Ciao a presto Dave

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  18. Assicurazione sanitaria:

    Io ho una assicurazione sanitaria negli USA che mi costa $8,000 al mese per tutta la famiglia.

    Sono un libero professionista, quindi nessuno mi dà la copertura assicurativa, se non me stesso.

    Premesso che molto di questa cifra la scarico dalle tasse, in cambio ho un servizio di prim'ordine e se mai dovesse succedere di ricevere un trattamento non all'altezza, li posso denunciare e coi soldi che ricevo mantengo le prossime 4 generazioni!

    In Italia? devo proprio dirlo?

    Pagate il 70% di tasse per avere una sanità gratuita e che fa schifo se non in particolarissime condizioni e veramente rare!

    Non aggiungo altro

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  19. Ciao Dave! Grazie mille per il tuo commento.. mi piace conoscere il punto di vista di chi vive sulla propria pelle determinate realtà! Io ho scritto questo non per "sentito dire", ma basandomi sulla gente che ho conosciuto in America (parlo di Miami e NYC) e sui loro racconti di vita.
    Ad ogni modo, purtroppo devo darti ragione.. la realtà in Italia è davvero triste.. e non sembra ci siano molte opportunità di Sblocco.
    Un abbraccio,
    Manuela

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  20. Io sinceramente non ho mai pensato di andare a vivere all'estero perché sono assai patriottica e pur avendone avuta l'occasione (avevo un'opportunità in Corea del Sud) non mi sono mai decisa e non me ne sono neanche mai pentita. Mi piace viaggiare e starei sempre con la valigia in mano se le ferie e i soldi lo permettessero, ma sempre con la convinzione di tornare nella mia Italia. Mio marito è emigrato in Italia 6 anni fa e aldilà del fatto che quì ci sono io, non ha mai voluto tornare al suo paese se non per vacanza, perché nonostante tutti i nostri problemi la nostra cultura è meravigliosa, siamo un popolo ospitale, allegro e solare. E poi... Obama è diventato presidente grazie a quei ricconi bianchi dei suoi nonni materni che gli hanno pagato le migliori scuole, non ce lo scordiamo!!

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    1. Questo è anche vero.. Non è tutto oro quel che luccica!
      Sono contenta che tuo marito stia così bene da noi! W l'Italia!

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  21. Chi non ha mai pensato di fuggire? Anche io a San Francisco mi sono sentita dire, da un ragazzo italiano espatriato lì, ma che ci state ancora a fare in Italia? Però io amo viaggiare anche perché mi piace tornare. Mi piace avere una casa, mi piace averla qui. Ho delle radici che mi sono necessarie per stendere i rami verso il cielo, ma è comunque dalle radici che prendo nutrmento:dalla mia cultura, dalla mia gente. Dalle mie parti si dice "la mia patria è il mondo intero": sono fieri, anarchici ed io sono d'accordo con loro. Ma questo non significa non amare la proprio terra e la propria cultura, solo rispettare quelle degli altri e considerarle di pari dignità. Potrei trasferirmi, ma non smetterei di sentirmi legata a questo paese, rattristarmi per il suo destino e seguire le sue vicende... che è una terra magnifica e piena di tesori che non sappiamo valorizzare.. ma chissà... forse un giorno ci sveglieremo.

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    1. grazie per questo commento. Mi fa credere sempre più nelle potenzialità della nostra Italia. La nostra Italia che ce la può fare. Il legame con la nostra terra, le nostre radici. Non siamo poi tutti felici di abbandonare questa nave, no? :)

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  22. Bellissimo post Manuela!!! Credo che sia proprio un bello spunto per una riflessione. Sono sempre convinta che la vera felicità la si trovi dentro di noi, non nel posto in cui si vive. E mi sento particolarmente d'accordo sul fatto che l'America non è il paradiso che pensiamo.
    E la cucina? Come farei a sostituire con l'odore dei popcorn il profumo della focaccia appena sfornata che mi insegue nei vicoli di Genova la domenica mattina?
    Poi se ci piace tanto, in America possiamo sempre andarci in vacanza :D

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    1. Grazie Marti :)
      Beh io penso che l'Italia sia uno dei Paesi più belli.
      Più che altro amo viaggiare, ma amo anche tornare :)

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  23. Ho passato tanto tempo a cercare di raggiungere la felicità, chiedendomi se il problema fosse il posto in cui vivo, il lavoro o altro. Come tutti ho valutato l'idea di andarmene (in questo l'Australia ha avuto un peso forte), ma poi ho capito che in qualunque posto mi fossi trovata, avrei dovuto fare chiarezza dentro di me per essere felice. Da qualche mese ci sono riuscita e posso dire di averla finalmente raggiunta. I problemi ci sono sempre, ma è cambiato il modo di affrontarli :-). Per quanto riguarda l'America poi ho un'amica originaria di Miami che, nonostante tutti i problemi in Italia, non pensa proprio di tornare a casa.

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    1. ultimamente ho conosciuto moltissime persone straniere (molti anche provenienti dagli States) che preferiscono vivere qui, con tutti i nostri problemi. Probabilmente loro sono accecati dalla bellezza indiscussa dell'Italia, ma sicuramente riescono ad apprezzare il nostro Paese, cosa che dovremmo inparare a fare anche noi.
      Grazie per questo tuo prezioso contributo Marta! :)

      Elimina
  24. É quello Che penso anche io. Vivo ormai all estero, negli Usa ormai da 8 Anni e viaggio si e vivendo all estero da Anni mi é servito ad apprezzare di più il mio paese . Purtroppo l erba del vicino è sempre più verde ma viaggiando ci accorgiamo che tutto il mondo è paese, con gli stessi problemi chi più chi meno.... E l Italia è un gran bel paese ... Quanto mi manca !

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